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FIP
10/05/2022 - Notizie Fiscali

Estesa al 31 luglio 2022 la sospensione dei termini dei versamenti fiscali e previdenziali

Premessa Al fine di sostenere le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche, con la conversione in legge del DL 17/2022, i termini di sospensione di cui all'art. 1, co. 923, della legge 234/2021 (nostra News del 05.01.2022), compresi i termini in scadenza nel periodo dal 1° maggio 2022 al 31 luglio 2022, sono prorogati fino al 31 luglio 2022.  Tutti i versamenti sospesi nel periodo gennaio-luglio 2022 potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 31 agosto 2022 in un'unica soluzione o a rate. I nuovi termini Le nuove disposizioni, introdotte con la conversione del DL 17/2022, prevedono che per: 1. le federazioni sportive nazionali, 2. gli enti di promozione sportiva, 3. le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento, ai sensi del DPCM 24 ottobre 2020, sono sospesi: a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta, dal 1° gennaio 2022 al 31 luglio 2022; b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 1° gennaio 2022 al 31 luglio 2022; c) i termini dei versamenti relativi all’IVA in scadenza nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno e luglio 2022; d) i termini relativi ai versamenti delle imposte sui redditi in scadenza dal 10 gennaio 2022 al 31 luglio 2022 (l’Irap non è compresa nella sospensione). Gli eventuali versamenti sospesi devono essere eseguiti, senza applicazione di sanzioni e interessi, come segue: - in un’unica soluzione entro il 31 agosto 2022, oppure - mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, pari al 50% del totale dovuto, e l’ultima rata di dicembre 2022 pari al valore residuo. Il versamento della prima rata deve avvenire entro il 31 agosto 2022, senza interessi. I versamenti relativi al mese di dicembre 2022 devono essere invece effettuati entro il giorno 16 di detto mese. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. I precedenti chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate La circolare n. 3/2022 del 04.02.2022 (nostra News del 14.02.2022), al paragrafo 2.1, si è occupata della “Sospensione dei termini di versamento per federazioni, società e associazioni sportive”, chiarendo l’ambito applicativo della sospensione sia sotto il profilo soggettivo (tipologia dei beneficiari) che oggettivo (tipologia dei versamenti sospesi). Ambito soggettivo In base ai requisiti soggettivi, la sospensione non riguarda tutte le FSN, gli EPS, le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche, ma solamente quelle che «operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020». Tale requisito, secondo l’Agenzia delle Entrate, deve sussistere alla data di entrata in vigore della norma e, pertanto, la sospensione dei termini di versamento può riguardare soltanto gli enti summenzionati che operano nell’ambito di competizioni di interesse nazionale in corso di svolgimento alla data del 1° gennaio 2022, data di entrata in vigore della disposizione in questione. Ambito oggettivo La sospensione dei termini ha ad oggetto le seguenti imposte: a) versamenti delle ritenute alla fonte, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; b) versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto (IVA); c) versamenti delle imposte sui redditi (IRES). In base al tenore letterale della disposizione normativa in parola, l’Agenzia delle Entrate ritiene esclusi dalla sospensione i versamenti relativi all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), la quale non costituisce un’imposta sui redditi. L'Agenzia ritiene altresì esclusi dalla sospensione dei termini in questione (periodo dal 1° gennaio 2022 al 30 aprile 2022, ora esteso al 31 luglio 2022) i seguenti versamenti: - versamenti dovuti in conseguenza di atti emessi dall’Agenzia Entrate o dall’Agenzia Entrate-Riscossione, anche qualora tali versamenti si riferiscano ad importi oggetto di rateazione; - versamenti delle somme da ravvedimento operato nel periodo oggetto di sospensione, poiché si tratta di un istituto speciale di cui ci si può avvalere solo in caso di intervenuta scadenza dei termini ordinariamente previsti per il pagamento delle imposte dovute. Sono, invece, da considerarsi inclusi nella sospensione gli importi dovuti per effetto della rateizzazione dei versamenti oggetto delle precedenti sospensioni sopra citate relative agli anni 2020 e 2021, trattandosi di versamenti in autoliquidazione con scadenza nel periodo interessato dalla nuova sospensione.

05/05/2022 - Notizie Fiscali

Dichiarazione sostitutiva degli aiuti di Stato ricevuti durante l’emergenza covid-19. Pubblicate istruzioni e modello da inviare entro il 30 giugno 2022

PREMESSA L’Agenzia delle Entrate, con Comunicato stampa del 27 aprile 2022, ha reso noto che è online, sul proprio sito, il Modello di dichiarazione sostitutiva che le imprese, che hanno ricevuto aiuti di Stato durante l’emergenza Covid-19, devono inviare all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione in questione è necessaria per attestare che l’importo complessivo degli aiuti economici fruiti non superi i massimali indicati nella Comunicazione della Commissione europea “Temporary Framework” e il rispetto delle varie condizioni previste. L’autodichiarazione deve essere inviata entro il 30 giugno 2022 tramite un apposito servizio web disponibile nell’area riservata del sito o attraverso i canali telematici dell’Agenzia. Con il Provvedimento del 27 aprile 2022, in attuazione del decreto Mef dell’11 dicembre 2021, il Direttore dell’Agenzia Entrate ha, infatti, approvato lo schema di autodichiarazione e definito le regole, i termini di presentazione e le modalità di restituzione volontaria degli importi in caso di superamento dei massimali. Anche i contribuenti che si avvalgono della definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni (articolo 5, commi da 1 a 9 del Dl n. 41/2021) devono inviare la dichiarazione entro il 30 giugno oppure, se successivo, entro il termine di 60 giorni dal pagamento delle somme dovute o della prima rata. Si tratta, nello specifico, dei contribuenti con partita Iva attiva al 23 marzo 2021 che, a causa della situazione emergenziale, nel 2020 hanno subìto una riduzione superiore al 30 per cento del volume d’affari rispetto all’anno precedente. SOGGETTI OBBLIGATI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA La dichiarazione sostitutiva, approvata con il provvedimento del 27 aprile, deve essere presentata da tutti gli operatori economici, quindi anche dalle SSD e ASD, che hanno percepito aiuti previsti dalle norme agevolative rientranti nel c.d. regime "ombrello" (articolo 1, co. 13, 14 e 15, del DL 41/2021, “Decreto Sostegni”). In particolare, nel caso in cui la dichiarazione sia stata già resa in sede di presentazione della comunicazione/istanza per l’accesso a quegli aiuti che già prevedevano l’autodichiarazione, la presentazione della dichiarazione sostitutiva “generale” non è obbligatoria, a meno che il beneficiario non abbia successivamente fruito di ulteriori aiuti tra quelli elencati nell’articolo 1 del “Decreto Sostegni”. In quest’ultimo caso, infatti, la dichiarazione va comunque presentata riportando i dati degli ulteriori aiuti successivamente goduti, nonché di quelli già indicati nella dichiarazione sostitutiva precedentemente presentata. La dichiarazione va, comunque, presentata quando: il beneficiario ha fruito degli aiuti riconosciuti ai fini IMU senza aver compilato nella precedente dichiarazione sostitutiva il quadro C; il beneficiario ha superato i limiti massimi spettanti e deve riversare gli aiuti eccedenti i massimali previsti; il beneficiario si è avvalso della possibilità di "allocare" la medesima misura in parte nella Sezione 3.12, sussistendone i requisiti ivi previsti, e in parte nella Sezione 3.1 del Temporary Framework, qualora residui il massimale stabilito. FINESTRA PER L’INVIO, DAL 28 APRILE AL 30 GIUGNO 2022 La dichiarazione deve essere inviata dal 28 aprile al 30 giugno 2022, esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente o tramite soggetto incaricato della trasmissione delle dichiarazioni, utilizzando il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate oppure, in alternativa, tramite i canali telematici. Entro 5 giorni dall’invio viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate una ricevuta che attesta la presa in carico o lo scarto della dichiarazione. In quest’ultimo caso, sarà comunque considerata tempestiva la dichiarazione trasmessa nuovamente entro i 5 giorni successivi alla comunicazione di scarto dell’Agenzia. Link utili: Provvedimento del 27 aprile 2022 Modello di dichiarazione sostitutiva Istruzioni per la compilazione

03/05/2022 - Notizie Fiscali

Estensione obbligo di fatturazione elettronica a tutte le ASD e SSD in regime 398/91

PREMESSA Con la pubblicazione del D.L. 36/2022 nella G.U. del 30.04.2022, l’obbligo di fatturazione elettronica viene esteso anche alle ASD e alle SSD, in regime forfettario L. 398/91 e con proventi commerciali non superiori ad euro 65.000, sia pure con due diverse date di decorrenza: -dal 1° luglio 2022 per le sole Asd e Ssd con ricavi commerciali annui superiori ad euro 25.000; -dal 1° gennaio 2024 per tutte le Asd e Ssd a prescindere dall’importo dei ricavi annui. IL NUOVO OBBLIGO L’art. 18, comma 2, D.L. 36/2022, interviene sull’art. 1, co. 3, D.Lgs. 127/2015, istitutivo dell’obbligo generalizzato di emissione della fatturazione elettronica e di trasmissione della stessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, eliminando – a far data dal 1° luglio 2022 - l’esonero che era stato previsto per determinate categorie di soggetti. In particolare tra i soggetti esonerati, ai quali dal 01.07.2022 si estende l’obbligo di emissione della fattura elettronica e trasmissione allo SdI, rientrano: - i soggetti passivi in “regime di vantaggio” ex art. 27, co. 1 e 2, DL 98/2011, - i soggetti passivi in “regime forfettario” ex art. 1, co. da 54 a 89, L. 190/2014, - i soggetti passivi in “regime forfettario”, tra cui le ASD e SSD, che hanno esercitato l'opzione di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/1991 e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000. L’art. 18, comma 3, del decreto legge 36/2022, prevede tuttavia una partenza graduale dell’obbligo in questione, disponendo, per i soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ad euro 25.000, un’ulteriore slittamento al 1° gennaio 2024 dell’obbligo di fatturazione elettronica. Al fine di agevolare i contribuenti con obbligo di fatturazione elettronica decorrente dal 1° luglio, viene prevista la non applicazione delle sanzioni amministrative con riferimento alle eventuali fatture emesse tardivamente in relazione al 3° trimestre 2022 (periodo da luglio a settembre 2022), purché dette fatture vengano poi emesse entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. UN PAIO DI QUESTIONE DUBBIE 1. La norma al fine di distinguere la decorrenza dell’obbligo in questione, fa riferimento ai soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ad euro 25.000. Ora, se non ci sono dubbi per i soggetti con anno d’imposta coincidente con l’anno solare, non è semplice capire a quale anno precedente debba fare riferimento un soggetto (ad esempio una ASD o una SSD) con esercizio a cavallo tra due anni solari. A nostro avviso, poiché la norma si riferisce ai ricavi o compensi (termine desunto dalla imposte dirette - TUIR) e non al volume d’affari (termine relativo all’IVA - Dpr 633/72), il periodo di riferimento dovrebbe essere l’anno d’imposta e non l’anno solare. E’ tuttavia auspicabile un intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate al riguardo. 2. Rimanendo tutt’ora in vigore l’esonero dagli obblighi di fatturazione per i soggetti in regime forfettario L. 398/1991, per questi ultimi l’obbligo di fatturazione e, quindi, l’obbligo di emettere la fattura elettronica via Sdi, non dovrebbe riguardare tutte le operazioni commerciali, ma le sole prestazioni pubblicitarie e di sponsorizzazione, nonché le cessioni di diritti radio-televisivi (art. 74, co. 6, Dpr 633/72).

15/04/2022 - Notizie Fiscali

Agenzia delle Entrate. Risposta ad Interpello n.189/2022. Custodi e giardinieri, no ai compensi sportivi

In attesa dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di lavoro sportivo previste dalla Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021), l’Agenzia delle Entrate si è espressa sull’applicabilità dell’art. 67 lett. m) del TUIR ai compensi corrisposti per le mansioni di giardiniere, custode e addetto alle pulizie. Al riguardo, si ricorda che l'articolo 67, comma 1, lettera m), del TUIR stabilisce che rientrano tra i redditi diversi anche le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, nonché i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche. Sul tema è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 189 del 12 aprile 2022 a seguito di un interpello presentato da un’Associazione sportiva dilettantistica, riconosciuta dal Coni, che eroga compensi "dilettantistici" ad atleti, allenatori, massaggiatori, istruttori, dirigenti, amministratori e che, avendo ottenuto, tramite gara pubblica, la gestione di un palazzetto dello sport, vuole sapere in quale “casella” reddituale inquadrare i compensi erogati per le mansioni di giardiniere, custode e addetto alle pulizie. L'ASD istante ipotizza che, a differenza degli altri compensi, questi ultimi non possano essere ricompresi nell’ambito dei redditi diversi di cui all’art. 67, lett. m. L’Agenzia delle Entrate, sulla base delle motivazioni che seguono, chiarisce che i compensi corrisposti dall’Asd ai custodi, ai giardinieri e agli addetti alle pulizie del palazzetto dello sport tenuto in gestione, non rientrano tra i redditi diversi, in quanto relativi a prestazioni non strettamente connesse e necessarie allo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche. Nella risposta fornita al contribuente l’Agenzia delle Entrate ripercorre, sia sotto il profilo giuridico che di prassi, l’evoluzione delle disposizioni agevolative contenute nell’articolo 67 in questione. L’Agenzia afferma in primis che trattandosi di redditi diversi, le prestazioni in parola devono essere effettuate senza vincolo di subordinazione, nonché essere prive del carattere di professionalità, caratteristiche che le farebbero ricondurre, rispettivamente, al rapporto di lavoro dipendente ed all'esercizio di arti e professioni esclusi, per espressa previsione normativa, dall'applicazione del medesimo articolo 67. A tali compensi, ricorda l’Agenzia, si applica il regime agevolativo di cui all'articolo 69, comma 2, del TUIR, per il quale: - sui redditi fino a 10.000 euro, gli sportivi dilettanti non sono tenuti a pagare l'IRPEF e non hanno l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi; - sui redditi superiori a 10.000 euro e fino a 30.658,28 euro viene applicata una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta pari al 23%, maggiorata delle imposte addizionali regionali e comunali. Anche per tali importi non sussiste l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. - sulle somme che eccedono la soglia di 30.658,28 euro è applicata una ritenuta alla fonte a titolo di acconto del 23%, a cui si aggiungono sempre le imposte addizionali regionali e comunali. L'ambito applicativo del citato articolo 67, comma 1, lettera m), del TUIR è stato ampliato dall'articolo 35, comma 5, del DL 207/2008, che, fornendo un'interpretazione autentica della norma, ha chiarito che «Nelle parole "esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche" … sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l'assistenza all'attività sportiva dilettantistica». L’anzidetto art. 35 non ha soltanto ampliato il novero delle prestazioni riconducibili nell'ambito dell'"esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche", ma ha anche ampliato il novero dei soggetti destinatari del regime di favore eliminando, di fatto, il requisito del collegamento fra l'attività resa dal percipiente e l'effettuazione della manifestazione sportiva. Con riguardo poi alle condizioni che consentono l'applicazione del regime agevolativo in parola, con particolare riferimento alle caratteristiche dei soggetti che effettuano le suddette attività, l’Agenzia delle entrate ricorda la lettera circolare del 1° dicembre 2016, prot. 1/2016, dell'Ispettorato nazionale del lavoro, nella quale è stato chiarito che l’applicazione della norma agevolativa è consentita solo al verificarsi delle seguenti condizioni: 1. l'associazione/società sportiva dilettantistica deve essere riconosciuta dal Coni attraverso l'iscrizione nel registro delle società sportive; 2. il soggetto percettore deve svolgere mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti e delle indicazioni fornite dalle singole federazioni, tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche, così come regolamentate dalle singole federazioni. Ritornando sul caso prospettato dall’ASD istante, l’Agenzia delle Entrate osserva che le prestazioni rese dai custodi, dai giardinieri e dagli addetti alle pulizie del palazzetto non sembrano strettamente connesse e necessarie allo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche dell'Asd in questione, apparendo piuttosto collegate all'assunzione di un obbligo personale diverso da quello derivante dal vincolo associativo. Sulla base di quanto esposto, l’Agenzia delle entrate conclude affermando che i compensi che l’Asd Istante intende corrispondere ai custodi, agli addetti al giardino del palazzetto e agli addetti alle pulizie non possono essere ricompresi nella previsione normativa di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m), del TUIR.

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