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Credito di imposta per le sponsorizzazioni sportive del 2020

Premessa E’ stato pubblicato sul sito del Dipartimento dello Sport il modulo che gli “sponsor” devono presentare entro il 1° aprile 2021 per fruire del credito di imposta pari al 50% degli investimenti effettuati per sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie nel periodo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, secondo quanto indicato nel DPCM del 30 dicembre 2020, che ha dato attuazione alla norma (art. 81, co. 1, del DL 104/2020, convertito dalla legge n. 126/2020) disciplinando i requisiti e le modalità di presentazione delle relative domande. Il credito d’imposta Si ricorda che l’articolo 81, del decreto legge 104/2020, ha introdotto un contributo, sottoforma di credito d’imposta, volto ad incentivare gli investimenti in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, nei confronti di enti sportivi. Il credito di imposta in questione è fruibile da: • lavoratori autonomi, • imprese, • enti non commerciali, che hanno effettuato investimenti in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, nei confronti di: • leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell’ambito delle discipline olimpiche; • società sportive professionistiche operanti in discipline olimpiche e che svolgono attività sportiva giovanile; • società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI operanti in discipline olimpiche e che svolgono attività sportiva giovanile. Il credito di imposta è pari al 50% degli investimenti effettuati a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020. Il soggetto beneficiario dell’investimento, oltre ad appartenere ad una delle suddette categorie, deve avere realizzato in Italia, nell’anno d’imposta 2019, ricavi - come indicati nell’art. 85, co.1, lett. a) e b), TUIR - almeno pari a 150.000 euro e fino a un massimo di 15 milioni di euro. Sul periodo d’imposta al quale fare riferimento per i soggetti con esercizio a cavallo di due anni, al momento, in attesa di chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, permangono numerosi dubbi. A nostro avviso, la ratio della norma dovrebbe far propendere per il periodo, non interessato dalle vicende Covid, che si è chiuso entro il 2019 (esercizio 2018/2019), in quanto, in caso contrario, si andrebbe ad operare il calcolo dei ricavi anche sull’anno 2020, durante il quale, come noto, i sodalizi sportivi hanno dovuto interrompere ogni attività a seguito dell’emergenza Covid e, conseguentemente, hanno subito una forte contrazione dei ricavi. Tra le altre condizioni necessarie per la concessione del credito in parola, si ricorda che: • restano escluse le sponsorizzazioni erogate nei confronti di soggetti che aderiscono al regime forfettario previsto dalla Legge n. 398/1991; • l’investimento deve essere pari o superiore ad euro 10.000; • i relativi pagamenti devono essere stati eseguiti mediante sistemi di pagamento tracciabili. Il credito d’imposta è utilizzabile, a decorrere dal 5° giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari, esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il credito d'imposta dovrà poi essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento e in quelle successive fino a quando non si concluda il suo utilizzo. Sulla domanda La domanda per l’ottenimento del suddetto contributo deve essere predisposta utilizzando lo specifico modulo pubblicato sul sito del Dipartimento dello Sport e deve poi essere trasmessa entro il 1° aprile 2021, completa degli allegati richiesti, ai seguenti indirizzi: - pec ufficiosport@pec.governo.it; - mail servizioprimo.sport@governo.it. A seguire si riporta l’elenco degli allegati necessari per il riconoscimento del credito d’imposta: • copia del documento d’identità in corso di validità; • certificazione resa dal soggetto interessato ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000, ovvero, in alternativa, la dichiarazione della Federazione Sportiva di riferimento circa lo svolgimento di attività sportiva giovanile da parte delle società e associazioni sportive, nonché l’appartenenza dello sport praticato alle discipline olimpiche o paralimpiche; • qualora l’investimento sia effettuato in favore di ASD o SSD, il certificato di iscrizione, in corso di validità, al relativo registro del CONI o al CIP; • dichiarazione sostitutiva resa dal soggetto destinatario dell’investimento, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, lettera o), del DPR 445/2000, concernente la consistenza dei ricavi prodotti in Italia nel periodo di imposta 2019, almeno pari a 150.000 euro e fino a un massimo di 15 milioni di euro; • apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale dell’ente richiedente o da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali oppure da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o in quello dei consulenti del lavoro oppure dal responsabile del CAF che attesti l’effettuazione delle spese di investimento/sponsorizzazione; • copia del pagamento effettuato (fotocopia assegno, bonifico, altro …); • copia del contratto concluso con il soggetto beneficiario avente per oggetto l’investimento/sponsorizzazione. NB: Per la eventuale richiesta della certificazione riferita al riconoscimento del credito di imposta per le sponsorizzazioni è necessario inviare una mail al seguente indirizzo: settore.giovanile@fip.it Link utili Credito di imposta per le sponsorizzazioni sportive 2020 Il testo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Modulo di domanda per il riconoscimento del credito d'imposta

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Esenzione Imposta di Bollo su estratti conti correnti e ricevute d'incasso

L’Agenzia delle Entrate, con riferimento ad un quesito posto da una società sportiva dilettantistica in merito all’ “Esenzione imposta di bollo su corrispettivi corrisposti da associati/tesserati e sui conti correnti”, nella risposta n. 361 del 30.08.2019, ha affermato che l’imposta di bollo è disciplinata dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n.642, che all’articolo 1 dispone che “Sono soggetti all’imposta (…) gli atti, documenti e registri indicati nell’annessa tariffa”, mentre l’Allegato B a detto decreto, denominato “Tabella”, contiene l’elencazione di “Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto”. Con riferimento, pertanto, alle esenzioni dall’imposta in argomento, è necessario esaminare l’Allegato B. Più in particolare, l’articolo 27-bis della citata tabella prevede l’esenzione per gli “atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) nonché dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle ASSOCIAZIONI e SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE senza fine di lucro riconosciuti dal Coni”. L’Agenzia delle Entrate, alla luce del tenore letterale della norma, ha quindi affermato che gli ESTRATTI CONTO CORRENTE possono fruire dell’ESENZIONE da IMPOSTA DI BOLLO ex articolo 27-bis della tabella allegata al d.P.R. n. 642 del 1972. L’Agenzia Entrate ritiene, infatti, che l’espressione “estratti” possa includere anche i documenti contenenti informazioni in ordine alla gestione finanziaria del conto corrente. Con riguardo all’altro quesito, relativo alle RICEVUTE rilasciate a fronte dei CORRISPETTIVI INCASSATI per i SERVIZI SPECIFICI erogati agli ASSOCIATI e/o TESSERATI di una Associazione, l’Agenzia ritiene parimenti applicabile l’ESENZIONE da BOLLO, in quanto le medesime ricevute rappresentano un documento con il quale si certificano i servizi specifici erogati agli associati a fronte dell’importo versato dai beneficiari di tali prestazioni. In sostanza si tratta delle prestazioni svolte in conformità alle finalità istituzionali ed effettuate nei confronti dei soci o dei tesserati appartenenti alla medesima organizzazioni nazionale a cui il sodalizio sportivo è affiliato (cd “decommercializzazione speciale”, cioè attività non soggette ad Iva e ad Imposte Dirette).

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IVA IV Trimestre 2020: Modalità e possibile sospensione del versamento del 16 febbraio 2021

Le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche che abbiano esercitato l’opzione per il regime agevolato previsto dalla legge 398/91, devono eseguire entro il 16.02.2021, senza maggiorazione di interessi, il versamento dell’IVA relativa al 4° trimestre 2020 (periodo dal 01/09/2020 al 31/12/2020). Ai fini della liquidazione Iva si ricorda che, a seguito delle disposizioni del D. Lgs. n. 175/2014, per i proventi commerciali generici, comprese le prestazioni pubblicitarie e di sponsorizzazione, si applica un’unica percentuale di detrazione forfettaria dell’IVA applicata sulle vendite nella misura del 50%. Il versamento deve essere effettuato mediante modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario: 1. nel caso di utilizzo di crediti in compensazione di cui alla risoluzione n. 110/E del 31/12/2019 oppure in caso di modello F24 a saldo zero, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente utilizzando i servizi "F24 web" o "F24 online" dell'Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel; 2. negli altri casi, il modello F24 può essere presentato anche mediante i servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi di pagamento convenzionati con l'Agenzia delle Entrate. Il modello deve essere compilato nella sezione erario indicando: • quale codice tributo 6034 • quale anno di riferimento 2020 • l’importo a debito pari al 50% dell’iva fatturata. Possibile sospensione versamenti gennaio-febbraio 2021 Come già comunicato in una nostra precedente news di gennaio, i commi 36 e 37, dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2021, hanno disposto per le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni in corso di svolgimento ai sensi del D.P.C.M. 24 ottobre 2020, la sospensione dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 dei versamenti IVA, nonché delle ritenute alla fonte, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, delle imposte sui redditi. I versamenti sospesi possono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, attraverso una delle seguenti modalità: • in un’unica soluzione entro il 30 maggio 2021, • mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021. I versamenti relativi ai mesi di dicembre 2021 e 2022 devono essere effettuati entro il giorno 16 di detti mesi. La sospensione può, quindi, riguardare il versamento dell’Iva del 4° trimestre 2020, vista la sua naturale scadenza al 16 febbraio, anche se il vincolo delle “COMPETIZIONI in corso di svolgimento ai sensi del D.P.C.M. 24 ottobre 2020” pone non pochi problemi interpretativi. Il D.P.C.M. 24 ottobre 2020, art. 1 comma 9 lettera e), prevede, infatti, che: “sono sospesi gli EVENTI e le COMPETIZIONI sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva.” I dubbi interpretativi, su quali siano effettivamente le ASD e le SSD a cui si rende applicabile la sospensione in parola, si annidano principalmente nell’assenza del termine EVENTI (occorre fare riferimento ai campionati sportivi e non invece alle manifestazioni di breve durata?) e nel periodo al quale deve riferirsi lo svolgimento delle competizioni (si tratta delle competizioni in corso di svolgimento alla data di approvazione della Legge di Bilancio oppure alla data di approvazione del Dpcm o ancora a tutte le competizioni di interesse nazionale deliberate a seguito del Dpcm?). Si ritiene che, in assenza di chiarimenti, solo le ASD e SSD, che partecipano ai campionati federali di alto livello, abbiano la certezza di poter beneficiare della proroga dei versamenti in questione.

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