INTERVISTE
BIANCA ROSSI NELLA HALL OF FAME: "UNA SENSAZIONE INCREDIBILE, ANCORA NON CI CREDO"
Entrare nella Hall of fame del basket italiano non è certo un evento che accade ogni giorno e, soprattutto, non a tutti. Ecco il motivo della gioia e dello stupore di Bianca Rossi, nostra consigliera regionale, che ci ha raccontato in questa intervista tutte le sue sensazioni.

Nata a Ponzano nel 1954, la sua carriera è fortemente legata al territorio trevigiano, in cui muove i suoi primi passi da giocatrici nel settore giovanile della Pallacanestro Femminile Treviso. Il talento di Rossi si fa notare e inizia il suo viaggio lungo lo Stivale che l’ha accompagnata per una lunga carriera cestistica indossando le casacche di Roma, Treviso, Milano, Parma e Ferrara. Ma è proprio con la maglia di Treviso che Bianca Rossi coglie la più grande soddisfazione: correva la stagione 1980-1981 e con la maglia della Pagnossin Treviso Rossi conquista quello che sarà uno storico scudetto per il basket femminile.
Non è però l’unica soddisfazione, visto che la cestista trevigiana veste e onora anche la maglia azzurra: 225 presenze, 2489 punti e con 11,4 di media punti impreziosita dalla partecipazione alle storiche Olimpiadi di Mosca del 1980.

Bianca, che effetto fa entrare nella Hall of fame?
"È stata davvero una grande emozione per me. Sinceramente ancora non mi sto rendendo conto di questo importante riconoscimento che mi è stato concesso dalla Federazione che ringrazio. In realtà spero che più che per i risultati questa Hall of Fame mi sia stata insignita per la passione con cui ho sempre vissuto la pallacanestro. Da giocatrice prima, da allenatrice e dirigente adesso".

Quali sono i momenti che ricordi con maggiore piacere?
"Ho vissuto davvero tanti bei momenti nella mia carriera, che trovarne uno di particolare è difficile. Penso allo scudetto con Treviso, ma anche alla partecipazione alle Olimpiadi. Sono davvero tanti momenti e tutti belli. Ora invece sto vivendo quest’avventura da dirigente, che mi ha entusiasmato, così come quella da consigliere regionale: sono stati quattro anni che arricchito ancora di più la mia passione per la pallacanestro".

Bianca, com’è stata questa esperienza da consigliere regionale?
“Devo ammettere che all’inizio pensavo a un impegno semplice, e invece entrando in Comitato mi sono resa conto della grande quantità di lavoro che c’è da seguire e mi sono messa a disposizione con grande entusiasmo. Anzi, qualora si dovesse ripresentare l’occasione, sarei felice di poter continuare il lavoro che abbiamo iniziato in questi primi quattro anni. Ho seguito con maggiore attenzione gli ambiti del femminile e del Minibasket”.

Di recente sei stata dirigente accompagnatrice al Memorial Fabbri. Com’è andata?
“Benissimo, abbiamo davvero dei bravi ragazzi, sia sotto il profilo tecnico che di quello comportamentale. Avevo già seguito squadre maschili, ma era da un po’ che non lo facevo e devo dire che è stata una bella esperienza. Sicuramente stiamo facendo molto bene con i nostri Centri Tecnici Federali, anche se penso possiamo crescere ancora, perché penso che ai ragazzi d’oggi serva capire cosa voglia dire andare a sudarsi e conquistarsi un posto nelle selezioni regionali. Ho avuto anche il piacere di fare da Commissario a una Finale Nazionale l’anno scorso, insomma diciamo che ho potuto approfondire ancora meglio il basket e soprattutto il basket che verrà”.

A tal proposito, che futuro vedi per la pallacanestro nella nostra regione?
“Ripeto il concetto di prima: stiamo lavorando bene e i risultati si vedono. Poi è evidente che qualcosa su cui lavorare c’è, penso soprattutto al settore femminile, che ho seguito con attenzione da dirigente di società. Non è facile, soprattutto mantenere le ragazze all’interno del movimento. Attorno ai 15-16 anni infatti c’è un momento critico in cui si fa fatica a vedere in loro lo stesso entusiasmo dell’inizio. A Venezia da questo punto di vista la situazione è migliore rispetto a Treviso, dove però si stanno realizzando delle proposte per permettere alle ragazze fin da bambine di poter disputare campionati Minibasket unendo i vari centri”.

Quindi generalmente come valuti questo basket Veneto?
“Penso senza timore di essere smentita che siamo in una regione che sta bene, fra le prime in Italia. Mi sbilancio a dire addirittura fra le prime 3-4 su tutto il territorio nazionale per la qualità del lavoro che proponiamo e soprattutto per il numero di società e di atleti che vengono formati e allenati. Abbiamo delle grandi potenzialità perché sappiamo lavorare bene sul territorio e fare una buona programmazione, sia come federazione che come società. Non posso dunque definire più che positivo il lavoro che stiamo facendo nella nostra regione e spero che si continui su questa strada”.