INTERVISTE
MAURIZIO PASCOTTO: "IL CIA VENETO UNA SFIDA INTERESSANTE"
Tessera federale numero 10545, 564 gare arbitrate. Ne è passato di tempo da quando nel 1991 Maurizio Pascotto esordì in serie A. Tante sfide, lo stesso stile impeccabile atto a promuovere il basket e l’armonia che spesso contraddistingue questo sport. 

Oggi Pascotto, ha accettato una nuova sfida, forse la più difficile e al tempo stesso intrigante della sua carriera: diventare il presidente del CIA regionale Fip Veneto su invito del presidente Bruno Polon.
Una stretta di mano, pochi proclami e tanto lavoro da fare per dare un nuovo e rinnovato impulso al mondo arbitrale della nostra regione.

Maurizio Pascotto inizia una nuova avventura. Com’è nata questa proposta?
Sono stato contattato dal presidente Polon e da un sacco di colleghi ed ex colleghi del mondo arbitrale. Che hanno cercato di spingermi a fare questa scelta. Ho accettato all’ultimo momento perché mi piacciono le sfide e spero di riuscire a portare a compimento un compito che mi sono reso conto è abbastanza pesante e impegnativo”.

Perché la definisce una sfida?
È una sfida perché ci sono tante cose da sistemare, in particolare dobbiamo ripartire dal reclutamento perché dobbiamo fare i conti l’emorragia fisiologica che c’è ogni anno nel gruppo arbitri per vari motivi, anche fuori dal basket. E dobbiamo porre rimedio a questa fuga, cercando di coinvolgere il più possibile le società perché ci aiutino a trovare nuovi arbitri. È in atto in questi giorni un giro delle province con il responsabile dei miniarbitri per fare reclutamento, poi lanceremo una campagna mediatica a 360 gradi ”.

Quanto sarà importante la sua esperienza per guidare la classe arbitrale?
“Io metto a disposizione la mia esperienza e quello che conosco, sicuramente i ragazzi ci devono mettere molto del loro in termini di impegno, di tempo e soprattutto di entusiasmo, che è quello che fa muovere il mondo arbitrale. Entusiasmo e passione sono due concetti basilari per vedere questo sport sotto una luce diversa".

Immancabile l’appello alle società e a tutto il mondo cestistico a coinvolgere al massimo la squadra arbitrale…
Il pubblico in certe categorie diventa anziché qualcosa di positivo, è un ostacolo alla crescita dell’arbitro. Spesso il pubblico non conosce la sfumatura delle regole, non sa che ci sono delle interpretazioni Fiba su alcune situazioni di gioco e quindi protesta per partito preso. Sarebbe da educare maggiormente il pubblico, specie i genitori nelle categorie giovanili: e spero che i genitori capiscano presto che mandano i loro figli a fare uno sport, non in battaglia e quindi devono insegnare loro a rispettare le decisioni arbitrali, specie quando sono coetanei. E come loro stanno imparando: come si educa un po’ alla volta all’uso dei fondamentali per i giocatori, lo stesso accade per gli arbitri”.