INTERVISTE
FRANCO MARCELLETTI: "UN ONORE ALLENARE IN VENETO"
Per molti è il coach del miracolo di Caserta. L’uomo che ha portato il tricolore nella città campana, ma anche una coppa Italia. Ma la carriera di Franco Marcelletti è molto di più di un importante risultato sportivo: è la storia di un tecnico preparato innamorato della pallacanestro e in grado di far innamorare migliaia di giovani a questo fantastico sport. E non è un caso che la sua carriera sia caratterizzata dal grande lavoro svolto con i giovani che ha lanciato in Serie A (molti dei quali poi approdati in Nazionale). Ad esempio con Ferdinando Gentile, Vincenzo Esposito, Sandro Dell'Agnello, Davide Bonora, Alessandro Frosini, Matteo Nobile, Giacomo Galanda, Gregor Fučka, Marco Mordente, , Nicolò Melli, Andrea Renzi. Il 12 marzo 2011 è stato nominato dalla F.I.P Allenatore Benemerito. E fra i tecnici in attività è al secondo posto come numero di presenze dopo Cesare Pancotto con 831 partite allenate nella massima serie. Oggi coach Franco Marcelletti è la figura di rifermento per i “Giovani Allenatori” che partecipano ai Centri Tecnici Federali ed è Referente Tecnico Territoriale per le selezioni che riguardano la provincia di Verona.

Coach Marcelletti, cosa l’ha spinta a seguire questa nuova avventura?
“Innanzitutto il fatto che non mi è arrivata nessuna offerta interessante dalla serie A. E poi diciamo che ce la faccio ancora ad andare in palestra e a divertirmi assieme ai giovani. Ritengo un dovere per noi allenatori di una certa esperienza restituire tutto quello che il basket ci ha dato. E infine, lavorare in Veneto è molto stimolante, sia per l’organizzazione che per il materiale umano a disposizione perché i ragazzi sono molto interessanti”.

Guardandosi attorno sta vedendo nascere dei nuovi talenti come è riuscito a fare lei?
“Qualcuno sicuramente sì. Ma il problema è che si potrebbe produrre di più. Stiamo pagando gli effetti della legge Bosmann che hanno portato le squadre a non curare troppo i settori giovanili com’era un tempo. Ora le uniche motivazioni per fare i settori giovanili sono la passione e i premi Nas. E penso che su questo aspetto ci dovrebbe essere un maggiore incentivo da Lega e Fip per far giocare i giovani. Ben venga da questo punto di vista l’aumento del premio alle squadre che fanno giocare più italiani. Spero che sia seguito anche dalle altre Leghe”.

Che sia serie A o il Trofeo delle Province Venete, la verve di Franco Marcelletti in panchina ci pare sia la stessa. E’ così?
“Sicuramente sì, ho ancora molta voglia di allenare. Ringrazio il presidente provinciale Leoni e e quello di Fip Veneto, Polon, per l’occasione di fare il selezionatore della squadra provinciale di Verona. Ho visto dei ragazzi interessanti e futuribili: l’importante è continuare a lavorare bene affinchè possano crescere nella maniera dovuta e magari giocare in serie A”.

Il tuo ruolo in Fip Veneto è anche quello di formatore dei tecnici per il Cna. Quali sono i passi da compiere per formare nuovi tecnici?
“Sono ormai due anni che sto seguendo la formazione dei tecnici durante i Centri Tecnici Federali, dove posso assistere un gruppetto di 6-8 allenatori provenienti da varie province, e lo ritengo molto importante e altamente formativo. Abbiamo l’occasione di valutare scelte, esercizi, la posizione dell’allenatore e molti altri aspetti. E queste sono cose che nei corsi puoi soltanto iniziare a imparare. Questo elemento manca, ma è necessario per una corretta formazione: sono questi allenatori a cui vengono affidati i giocatori del futuro”.

Per chiudere, da veneto d’adozione, come vedi il movimento regionale a livello senior?
“Sicuramente è un’annata importante, visto che Venezia ha fatto una grande regular season, Treviso ha vinto la Silver e Verona ha giocato una strepitosa stagione. Queste tre società ha fatto un lavoro eccellente, soprattutto a livello di pubblico dove si registrano numeri da record. Il mio sogno da veneto acquisito è che in queste squadre possano giocare dei giocatori veneti, come accadeva in passato”.