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TROFEO DELLE REGIONI: SIMONA PRONESTI’ VUOLE COESIONE
Programmi giovanili e non solo: parla il Referente Tecnico Territoriale della Calabria

La Calabria si prepara verso l’esperienza nazionale al Trofeo delle Regioni, kermesse che in questa stagiona agonistica si svolgerà in Lombardia.
Abbiamo ascoltato il Referente Tecnico Territoriale, Simona Pronestì.
Innanzitutto, a che punto siamo?

Abbiamo avviato i Centri tecnici Federali sulla base delle indicazioni date dal Settore Squadre Nazionali: monitorare i ragazzi di interesse e al contempo dare l’opportunità a tutti di misurarsi in un contesto tecnico e fisico articolato, con allenatori e giocatori provenienti da realtà differenti.
Abbiamo avuto ben oltre 130 segnalazioni tra 2002, 2003 e 2004, già visionati attraverso il percorso del Progetto Azzurri e reputo questi dati un segnale positivissimo. Mi piace tradurlo come una volontà regionale di voler dire “Presente! Ci sono! Voglio fare!”. Negli ultimi appuntamenti abbiamo stretto un po’ le porte dei 2004, ma solo perché era immediata la partenza per Milano. Da qui a fine maggio continueremo a coinvolgere tutti per terminare le attività condotte durante l’intero arco dell’anno, con un evento che richiamerà in campo molti giocatori delle annate di interesse.

Chiamate a raccolta per allenatori, talvolta o molto spesso non ascoltate. Contorno di rilievo e tante convocazioni per gli atleti. Come procede il lavoro sul Centri Tecnici Federali?

Per come è strutturato il Centro Tecnico Federale dovrebbe avere una funzione bi-valente: da un lato stimolare e dare opportunità ad un ragazzo che nella pallacanestro vede un sogno, dall’altro un percorso attraverso cui passano anche, se non soprattutto, gli allenatori dei ragazzi. Non presenziare ad un raduno dove i propri giocatori sono coinvolti nega la possibilità ai coaches di “vedere” e di “comprendere” quale siano i limiti dei propri ragazzi e si rischia che quella convocazione resti fine a se stessa.
Spesso mi chiedo come mai molti allenatori non presiedano. Cerco di darmi delle risposte. Migliorare in questa défaillance sarà un obiettivo per il futuro.



Li abbiamo visti vincere, allenarsi duramente e “farsi le ossa”. Come si può giudicare il lavoro svolto verso i nati nel 2004 che parteciperanno al Trofeo delle Regioni?

Il percorso è stato lungo, abbiamo iniziato ad agosto per arrivare a fine marzo con oltre 20 raduni sulle spalle (tra partite e allenamenti). Siamo riusciti a visionare più di 60 ragazzi che, ovviamente, continueremo a seguire anche dopo l’ambìto e prestigioso appuntamento del Trofeo delle Regioni che avrà sede, per questa edizione, a Milano.
Tutti i convocati sul parquet hanno sempre dato il massimo e, da un punto di vista umano, stabilire i 12 non è stato semplice, ma nella logica delle scelte entrano in gioco fattori di sicuro coerenti con il mio pensiero, legato ad una progettualità del Comitato Regionale Calabria e, naturalmente, coordinato e condiviso dal Settore di riferimento.

Un cammino partito da lontano. Abbiamo celebrato il trionfo al Gran Galà del Molise, successo inedito per la Calabria ma il vero step successivo è quello di agire sinergicamente, o no?

Siamo riusciti ad ottenere il primo posto al Gran Galà del Molise, un trionfo ottenuto per la prima volta in assoluto che da un bel sorriso a tutta la regione. Il merito va ai ragazzi senza mai dimenticare che Il lavoro vero, concreto, lo fanno nelle loro società, con i loro allenatori. Io e il mio staff siamo dei coadiuvanti: il nostro ruolo è quello di creare un gruppo, di mettere in campo delle sinergie (in breve periodo) che lo portino ad essere squadra e offrire esperienze utili al fine della crescita.

Che Trofeo delle Regioni dobbiamo aspettarci?

Mi aspetto un gruppo combattivo. Un gruppo che proverà a giocarsi ogni opportunità. Data l’importanza dell’appuntamento, l’esperienza sarà ben diversa da quella affrontata nei precedenti tornei, sia da un punto di vista emozionale, che da un punto di vista tecnico. Lo sappiamo bene e ce lo ripetiamo da anni, la pallacanestro, fuori dalla nostra Calabria, è molto più competitiva. Partiremo in un girone che conosciamo nel quale ci affiancheranno Molise, Valle d’Aosta e Basilicata. Se dovessimo ottenere un risultato positivo ci sconteremo con Regioni che negli anni precedenti hanno dimostrato di essere un passo avanti a noi. E’ chiaro che scenderemo in campo con la voglia di confermare gli sforzi che la nostra terra sta facendo per provare a crescere. Ciò che chiederemo ai ragazzi sarà proprio questo: rappresentare con dignità e con coesione una Regione, la nostra!