<![CDATA[ Le novità del sito Scuola - FIP ]]> Mon, 23 Jan 2012 18:08:58 UTC <![CDATA[ News - La prassi educativa - prima parte ]]> REGOLAMENTO DELLA REALE MARINA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE ANNO DOMINI 1841
Bollettino n.°266

Ordinanza da applicare a bordo dei legni e dei bastimenti della
RALE MARINA BORBONICA
in occasione delle visite a bordo delle Alte Autorità Civili e Militari del Regno 

Ord. N.° 27 – FACITE AMMUINA

All'ordine Facite Ammuina, tutti chilli che stanno a prora jessero a poppa
e chilli che stanno a poppa jessero a prora.
Tutti chilli che stanno a dritta jessero a sinistra
e chilli che stanno a sinistra jessero a dritta.
Tutti chilli che stanno abbascio jessero n’coppa
e chilli che stanno n’coppa jessero a bascio
e passanno tutti p’ò stesso pertuso.
Chi nun tenesse nient' che ffà, s'arremenasse accà e all’ à
facienno o’ massimo d’ammuine.

D’ordine del Maresciallo Generale della Real Marina Borbonica 
Giuseppe Mario Bigiarelli - Napoli 20 settembre 1841
______________________________________

Ho ritenuto di scegliere questo “incipit” particolarmente curioso (peraltro com’è noto si tratta d’un clamoroso falso storico) in quanto la complessa e ricorrente questione della formazione, dell’istruzione, dell’educazione tout court si caratterizza spesso per una sorta di “confusione pedagogica di fondo” che nel mio passato di studente all’allora Facoltà di Magistero della Sapienza, m’èro immaginato proprio come una sorta di “Ordine d’Ammuina”.
Insomma, quasi che le scienze della formazione in quanto “scienze umane” e non “esatte”, fossero proprio l’ambito in cui fosse possibile dire, sostenere e promuovere tutto e il contrario di tutto e in quanto tale terreno fertile per la coltivazione di pseudo-neo-talenti a perdere buoni solo per “fare ammuina”. 

Da qui in poi perciò una serie di puntate dedicate alcune personali riflessioni o se volete puntualizzazioni dedicate ai temi che ruotano attorno alle scienze della formazione. E non solo.

Le prassi educative e formative tra ricerca e innovazione

Prima puntata

Nel progettare, produrre e diffondere innovazioni per il mi¬glioramento delle prassi educative e formative gli “addetti ai lavori” si propongono in buona sostanza come revisori o revisionisti di quelle esi¬stenti. 

Peraltro in ambito educativo e formativo ci sono istituzioni, agenzie e persone che “producono e diffondo¬no” nuove idee o diverse organizzazio¬ni di lavoro, in favore di altri che dovrebbero condivirle, assumerle e utilizzarle.

I promotori e diffusori di nuove conoscenze o di nuove organizzazioni in ambito educativo e formativo dovrebbero peraltro essere in grado di ricorrere a pratiche consolida¬te di ricerca, approfondimento e selezione delle ipotesi d’innovazione. 
Ciò non sempre corrisponde per cui, ad esempio, leggendo illuminati progetti e pensieri di “pedagogese da bottega” magari riferiti alla fascia d’età della scuola primaria, la prima domanda che mi sorge spontanea è ... ma quand’è l’ultima volta che costui o costei ha avuto a che fare con dei bambini a scuola, semmai abbia mai avuto a che fare con la scuola o con i bambini “reali”. 

Se uno di questi ruoli (ricerca, appro¬fondimento, selezione) è giocato in maniera scadente, si riducono le possi¬bilità di trasmissione e di socializzazio¬ne dei contenuti, mentre uno dei punti critici può essere consi¬derato inoltre quello del funzionamento delle strutture di trasmis¬sione, ovvero delle iniziative di forma¬zione e aggiornamento di diversi livelli.

Formatori e docenti risultano essere le figure chiave; ma un ruolo importante è rivestito dal “contesto” in cui ciò avvie¬ne, dal clima, dai legami tra trasmettito¬ri e ricettori. Dove non c'è clima, non ci sono motivazioni professionali e uma¬ne profonde e condivise, dove non ci sono legami di sorta tra persone lungo questa catena, le nuove idee o i metodi si muovono più lentamente, sono defor¬mati, o semplicemente disattesi.

Occorre d'altra parte considerare che una buona parte di innovazioni non ha bisogno di passare per l'universo della teoria di ricerca, mentre ciò che molti di noi intendono per innovazione è un progetto complesso, che consta di pa¬recchie componenti, e che comporta alcuni cambiamenti sostanziali nelle prassi educative e formative.

I cambiamenti modesti si differenzia¬no dalle grandi riforme nel grado piuttosto che nella natura; anche se i cambiamenti sono meno spettacolari, il loro cammino si afferma con l'esperien¬za e la pratica quotidiana, fino alla realizzazione, al consolidamento.

Allora i cambiamenti diventano isti¬tuzionalizzati, attraverso l'opera di di¬versi livelli (dalla produzione della conoscenza all'uso delle conoscenze) dei differenti team o staff (di trasmettito¬ri e di applicatori/verificatori). In tal senso le innovazioni di ieri divengono le procedure e i processi di domani.

Quando viene adottato un determina¬to modello di ricerca, sviluppo e diffu¬sione, in pochissimi casi gli esperti addetti ai lavori possono in effetti pro¬vare e dimostrare in tempi brevi che una nuova prati¬ca sia migliore delle altre finora usate.

In ipotesi tre modelli

Teoricamente secondo un primo modello, che potremmo definire “network”, la proposta di nuove prassi si configura dall'inizio come attendibile se si connota come ricca di collegamenti cioè quando i “produttori” di conoscenze sono formalmente legati a coloro che le diffondono i quali, a loro volta, le comunicano ai fruitori e questi ancora agli utenti finali. 

Tali legami successivi rendono più rapido ed effi¬ciente il processo d'innovazione e gli scarti sono misurabili e recuperabili.

Un secondo modello (a kilometro zero) ipotizza che la diffusione dell’innovazione passi da persona a perso¬na, per contagio, per trasmissione, per bloghismo culturale; gli scarti sono incontrollabili, in quanto il processo non è condotto deliberata¬mente, non segue alcun programma, è randomizzato e spesso condure a risultati ed esiti imprevedibili. 

Volonta¬rismo, motivazione, ma spesso improv¬visazione e carenza di fonti certe, sono le caratteristiche preminenti di tale secondo modello.

Un terzo modello (del tipo problem solving) è incentrato sulla circostanza secondo la quale l'innova-zione sia parte di un processo di soluzione di problemi scaturiti in ambito educativo o formativo che generano un articolato bisogno avvertito in ambito istituzionale che viene poi tradotto in una esposizione del problema e in una diagnosi e nelle conseguenti terapie. Ed è su questo che desideriamo soffermarci con un minimo di approfondimento.

Fabrizio Pellegrini ]]>
Mon, 23 Jan 2012 18:08:58 UTC
<![CDATA[ Corsi provinciali per insegnanti - corsi di aggiornamento EasyBasket per Insegnanti della Scuola Primaria ]]> ]]> Tue, 4 Oct 2011 13:32:37 UTC <![CDATA[ Giochi Sportivi Studenteschi - Circolare Ministeriale relativa ai Giochi Sportivi Studenteschi 2011-2012 ]]> Riceviamo in punto dal CONI e pubblichiamo sul nostro sito federale la circolare del MIUR ed il Regolamento Tecnico dei Giochi Sportivi Studenteschi 2011-2012 che riguardano gli allievi delle Istituzioni Scolastiche d’Istruzione Secondaria di Primo e Secondo Grado, per intenderci le scuole medie e superiori.

Il Settore Scuola della FIP è a disposizione per eventuali chiarimenti.

Ulteriori info al sito www.istruzione.it ]]>
Thu, 22 Sep 2011 11:10:41 UTC
<![CDATA[ Documentazione - Ecco il Vademecum Scuola Fip Settore GMS 2011-2012. Scaricalo in formato .pdf ]]> Eh già … siamo ancora qua … quelli che il Vademecum Scuola FIP è utile, anzi utilissimo. Eccoci ancora sul pezzo come ad ogni incipit di anno scolastico, con il nuovo VadeScuola 2011-2012, disponibile sul sito FIP al link della Scuola.

E grazie ancora “Lucius” (al secolo Lucio Bortolussi) da quest’anno prof.pensionato che, per festeggiare (si fa per dire) il pensionamento ha redatto un Vade con i link che rimandano con un click direttamente ai capitoli e agli argomenti a partire dal sommario.

Il formato è il .pdf scaricabile e stampabile e con ciò l’invito a diffonderlo sia in elettronico che in cartaceo. Ancora la settimana scorsa in un’occasione informale un formatore un tantinello addietrato in fatto di scuola ci chiedeva una certa cosa. Io ho detto che se scaricava il Vademecum Scuola dal sito della FIP ci trovava tutto quello che gli serviva.

“ Ma perché la FIP ha un Vademecum Scuola ? E da quando ? ”

Da oggi, Ciccio, da oggi !

Eh già … siamo ancora qua … noi del Settore Scuola della FIP.
]]>
Tue, 20 Sep 2011 13:23:48 UTC
<![CDATA[ News - Il Calendario Scolastico Nazionale ]]> In allegato il Calendario Scolastico Nazionale. ]]> Sat, 10 Sep 2011 18:22:46 UTC <![CDATA[ News - Torneo di Easy Basket “Un canestro sotto l’Albero” a Caltanissetta ]]> Si riporta la notizia pubblicata sul giornalino del Comitato Provinciale Unicef di Caltanissetta.


Il 18 dicembre 2010, nella palestra della nostra scuola "Michele Abbate", alla presenza dei nostri genitori e guidati dai nostri insegnanti, noi alunni delle terze classi abbiamo partecipato alla finale del Torneo di Easy Basket “Un canestro sotto l’albero”.

Siamo entrati in palestra marciando, ci siamo disposti dietro la linea bianca che segna un lato del perimetro del campo di gioco, e abbiamo aperto la manifestazione eseguendo dall' inno d’ Italia. Le riserve si sono sedute in panchina, i titolari delle due squadre si sono disposti in campo ed è iniziata la partita. La partita di sei tempi di 5 minuti ciascuno, in tutto è durata mezz'ora.
Gli arbitri erano Clelia Sciaulino e Maria Scibetta, istruttori della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) che ci hanno precedentemente preparati.
Le regole dell’Easy basket, sport utile alla preparazione della pallacanestro vera e propria, prevedono un punto per la squadra che subisce un fallo, un punto per chi tocca il ferro del canestro con la palla e tre punti per chi fa canestro. Non si può fare canestro se non sono stati effettuati tre passaggi. Giocava la nostra classe, cioè la III C contro la III B. Inizialmente la III B ha commesso un fallo e ci ha dato un punto.
La partita, è rimasta con il risultato in bilico fino a pochi minuti dalla fine, é terminata 23 a 17 per la III B. Noi abbiamo vinto due tempi il primo e il terzo, invece loro quattro tempi il secondo, il quarto, il quinto e il sesto. I capitani delle squadre Francesco Gallà e Francesco Rizza sono stati eletti i migliori giocatori della partita.
E’ stata un’esperienza emozionante, c’era un tifo sfrenato, io, anche se mi trovavo in panchina ho sostenuto i miei compagni per tutto il tempo. In seguito, i rappresentanti della Polisportiva Koala 2000, ci hanno consegnato un attestato con le regole per vivere lo sport in modo sano. Ecco di seguito le regole dell’Easy Basket:

1)Lo sport è energia, movimento, attività fisica;
2)Lo sport è competizione, agonismo; Lo sport è l' incontro con gli altri, le conoscenze, il confronto; 3)Lo sport è appartenenza, disponibilità, altruismo;
4) Lo sport è il rispetto delle regole, dei valori;
5)Lo sport è un' occasione speciale per crescere, e lo deve essere per tutti senza distinzione di razza, di stato sociale o di talento.

Successivamente abbiamo eseguito i canti natalizi: “Jingle Bell Rock” e “A Natale Puoi”.
Infine noi alunni abbiamo ballato coinvolgendo i nostri genitori e tutti abbiamo festeggiato con una fetta di panettone. “Mi sono divertito tanto. Ho imparato a capire cos’è lo spirito di squadra”

Roberto Giordano - Classe III C scuola primaria statale “M. Abbate” ]]>
Tue, 14 Jun 2011 14:03:06 UTC