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IL SETTORE TECNICO RISPONDE
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25 Maggio 2020
L’apprendimento attivo nel rapporto istruttore-bambino (del prof. Tonino De Giorgio)
Prima di parlare di apprendimento attivo, di tutte le relazioni fra insegnamento ed apprendimento riferite al nostro modello di minibasket, e quindi ai rapporti fra istruttore e bambini, potrebbe essere utile ricordare alcuni concetti.

Partiamo dal termine intelligenza. L’intelligenza è l’insieme di tutte le capacità umane che permettono di adattarsi all’ambiente, di apprendere, di formulare ragionamenti e di comprendere l’altrui pensiero. Sapersi adattare, modificare l’ambiente circostante per renderlo più confortevole e accogliente è un comportamento intelligente alla base della nostra civiltà. Per poterlo fare è necessario essere in grado di apprendere, ovvero di osservare le cose e capirne il funzionamento, di estrapolarne le regole di base per poterle successivamente applicare a strumenti nuovi, creati appositamente per assecondare le proprie esigenze. Credo che ci ritroviamo nel nostro fare minibasket, nei giochi e negli esercizi che proponiamo.

Ma che cosa intendiamo per apprendimento? Se “L’apprendimento è la modificazione continua delle proprie competenze in base all’esperienza acquisita”, allora il nostro lavoro in palestra avrà una sua valenza che va ben oltre le ore di lezione e le attività dei nostri allievi. L’apprendimento attivo, quello che facilitiamo nei minicestisti, attraverso le variegate proposte, tiene conto della definizione , ormai accettata, di “intelligenze” al plurale. Un processo di apprendimento che ben potenzi le intelligenze, dovrà addestrare la memoria (il ricordo di una sequenza motoria, di un esercizio, di una modalità di gioco), considerare i ritmi di apprendimento (diversi e diversificati per ogni bambina ed ogni bambino, anche se appartenenti allo stesso gruppo/squadra) e portare alla comprensione del contenuto dell’esperienza (quindi di quanto l’istruttore minibasket propone). Per onestà intellettuale specifichiamo che il lavoro di addestramento della memoria non vuol dire imparare a memoria per poi ripetere a comando (in questo caso non si potrebbe parlare di apprendimento ma, al massimo, di addestramento). E credo ormai che siamo tutti concordi nell’affermare che il nostro minibasket, avente come fine una persona autonoma e competente, sia lontano dal concetto riferito all’addestrare!

Ma come può l’istruttore aiutare il bambino ad avere un apprendimento attivo? Aiutare i minicestisti a non diventare oggetti passivi della lezione di minibasket? Aiutarli a superare le difficoltà che potrebbero portare a disinteresse verso il minibasket? Bisogna progettare opportunità di apprendimento attraverso una multimodalità operativa, coinvolgere i giocatori e le giocatrici in attività autentiche, originali e ricche di stimoli, dove poter utilizzare le competenze acquisite per la risoluzione di problemi (e la partita è la summa maxima della problematicità di un giocatore). Per realizzare quanto descritto, occorre creare un clima positivo di apprendimento che valorizzi l’originalità, l’autostima e la fiducia in sé stessi, e dia quel senso di adeguatezza che consente di guardare al Centro Minibasket come un luogo piacevole, dove confrontarsi, misurarsi e crescere nel pieno rispetto di tutti, non come un luogo rigido e restio al cambiamento.

In questi giorni sappiamo bene quanto alle bambine ed ai bambini manchino le attività in campo, la relazione sociale con l’istruttore e con il gruppo di pari. Manca a tutti l’essere fisicamente presenti in palestra, per giocare e crescere insieme.
Credo che una delle strategie operative per facilitare l’apprendimento attivo dei minicestisti sia l’approccio legato alla didattica metacogniva. Quindi istruttori minibasket competenti anche sotto questo aspetto, dove l’uso di strategie didattiche nuove o rivisitate e fatte proprie, porta ad un intervento di qualità.

La didattica metacognitiva è divenuta un’area di efficace intervento nella pratica educativo-sportiva perchè, agendo sui percorsi evolutivi di ogni persona, è molto utile nel processo di insegnamento/ apprendimento. L’istruttore che opera in armonia con le teorie metacognitive favorisce gli allievi nell’impegno di imparare ad imparare: in questo panorama la didattica metacognitiva assume un significato paradigmatico, è un campo di intervento affascinante e nel contempo impegnativo. Gli istruttori che adottano tecniche metacognitive lo fanno con lo scopo di sviluppare abilità cognitive, motorie e tecniche di diversa natura e tutte finalizzate alla crescita evolutiva di ogni minicestista. L’istruttore minibasket, in questa situazione, deve assumere un ruolo fondamentale e cioè quello di modello e consigliere che agevola processi di apprendimento.

Il termine “metacognizione” viene spesso associato al concetto di “Imparare ad imparare”, che significa riconoscere ed in seguito applicare comportamenti, abitudini e strategie utili per un efficace processo di apprendimento che sia anche sufficientemente consapevole (è la sintesi di quello che abbiamo spesso definito un bambino autonomo e competente). Inoltre, significa sviluppare delle capacità di controllo e di potenziamento delle abilità cognitive, delle abilità motorie e delle abilità di interazione con noi stessi, oltre che con il mondo che ci circonda (i compagni di squadra, il centro minibasket, le altre squadre con le quali ci si confronta). Imparare ad imparare rappresenta una meta-abilità che cresce con l’allievo e costituisce il filo conduttore che lo guida ad una corretta assunzione di responsabilità del proprio processo di apprendimento. Quindi, per avere un efficace processo di apprendimento, è necessario che ogni minicestista sviluppi una buona consapevolezza personale (il senso di autostima che dovremmo sempre tenere presente quando entriamo in palestra e ci confrontiamo con bambine e bambini).

La didattica metacognitiva offre un approccio utile nel nostro insegnare minibasket e certamente si rivela una modalità di intervento didattico molto produttiva, poichè rispetta la personalità di ogni allievo ed offre strategie flessibili e adattabili alle esigenze di tutte le fasce d’età del minibasket.

Ma per prima cosa bisogna che i minicestisti, aiutati dall’istruttore, imparino ad amare il fatto stesso d’imparare, per avere i mezzi per diventare persone consapevoli di fronte alle nuove informazioni ed esigenze a cui la pratica sportiva porta. Per arrivare a questo è necessario che venga spiegato e non solo insegnato ai bambini, quindi venga spiegato a cosa serve ciò che si apprende. L’istruttore minibasket deve saper appassionare gli allievi a quello che insegna, deve essere in grado di trasmettere il suo amore in quello che fa. Solo in questo modo il bambino non si limiterà ad imparare, ma anche a comprendere il perchè di ciò che fa, accrescendo il suo desiderio di conoscere, apprendere e imparare.

Come fare a motivare ad apprendere? La pianificazione di un intervento efficace a favore di minicestisti con caratteristiche eterogenee, come sono i nostri gruppi minibasket, richiede un impegno non indifferente da parte dell’istruttore. Le opzioni didattiche, le scelte tecniche, le attività in palestra dovranno essere organizzate in funzione del raggiungimento di un obiettivo generale che è quello di educare i minicestisti ad un livello permanente di motivazione ad apprendere, cioè ad una capacità abituale di persistere nelle consegne date in palestra nonostante le difficoltà e gli ostacoli e di vivere la situazione di apprendimento come attraente ed interessante. Il raggiungimento di questo obiettivo implica la realizzazione di lezioni di minibasket finalizzate a sviluppare negli allievi l’abilità di credere nelle proprie capacità personali, di condividere con gli altri compagni di squadra l’impegno cognitivo di apprendimento, di scoprire connessioni tra le conoscenze nuove da acquisire e le proprie esperienze personali, di affrontare problemi complessi. Possiamo affermare che imparare ad imparare è un modus vivendi, è un patrimonio di abilità relativo al “saper essere” ed investe il processo di sviluppo di ogni soggetto in età evolutiva e nell’ottica di una formazione continua.

Concludendo con parole semplici, l’istruttore che faciliterà lo sviluppo di apprendimenti attivi, aiuterà bambine e bambini frequentanti i nostri centri minibasket, ad essere pronti alle nuove sfide che dalla palestra alla vita si presentano quotidianamente.


 
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