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27 Marzo 2020
Il tempo sospeso e il non spazio (della dott.ssa Barbara Bononi)
Dare una risposta valida e puntuale ad oggi, in questo momento storico, alla vostre domande, diventa complesso. Quello che in questi giorni ci troviamo ad affrontare ed attraversare è un evento “unico” nel suo manifestarsi, che in modo repentino sta mettendo in discussione i sistemi relazionali, sociali, sanitari, economici e politici di tutto il mondo.

Il diffondersi dell’epidemiologia da Covid-19, è da considerarsi un evento “psicologicamente” critico, impattante e nuovo per tutti NOI. Sì, uso il noi perché l’attenzione posta dal settore è sull’intero sistema che coinvolge il minibasket: bambini, istruttori e genitori. Per questo non possiamo esimerci da dare uno spazio di riflessioni che riguarda sia il futuro benessere psicofisico del bambino, che dell'istruttore. Solo un atteggiamento psicologico congruo, solido e valido dell’adulto (istruttore) può aiutare non esclusivamente chi lo attua, ma può essere d'aiuto anche agli altri, in questo caso i nostri bambini. La prima attenzione è su voi istruttori e per tanto alla personale “auto esplorazione”, ovvero alla chiara consapevolezza ed onestà individuale di conoscere noi stessi, come stiamo vivendo e come stiamo reagendo a questa drammatica situazione.

È innegabile che stiamo assistendo ad una indubbia ed intensa traumatizzazione individuale e collettiva , che può portare la persona a distorcere e amplificare la percezione del rischio e che potrebbe condizionare la vita futura di ognuno di noi. L’aspetto psicologico in un momento di vulnerabilità come quello che stiamo vivendo è fondamentale, in quanto condizioni di vita come queste , potrebbero lasciar spazio a reazioni ansiogene e vissuti di evitamento, che facilmente trasmettiamo a chi è intorno a noi.

Non solo, ma quanto probabilmente il rimanere chiusi in casa avrà condizionato le nostre abitudine, la nostra quotidianità in termini di socialità e di rapporti con gli altri? Questa condizione che ripercussioni avrà per i nostri bambini?
Vorrei rispondervi condividendo con voi il pensiero del neurofisiologo Stephen Porges. Noi siamo portati istintivamente alla socialità e alla relazione. La nostra socialità è un bisogno innato che noi abbiamo e attraverso la relazione con le persone importanti e significative per noi, ci da la possibilità di autoregolarci.

Questo significa che quando noi non abbiamo la possibilità di stare con gli altri e quindi di socializzare, questo può avere degli effetti negativi importanti, sopratutto rispetto alla autoregolazione. Dobbiamo mantenere questa possibilità di stare con gli altri, anche perché in questo momento viviamo un paradosso. Il nostro Sistema Nervoso spinge per la socialità, per lo stare con l’altro e invece dobbiamo fermarci e tentare di non rispondere al nostro bisogno innato. Per questo noi tutti essere umani viviamo in un paradosso e il paradosso è questo: il nostro sistema nervoso spinge per avere una risposta di socialità e per rispondere al nostro bisogno innato di stare con l’altro, perché è un bisogno di sopravvivenza che ci permette di autoregolarci, purtroppo in questa condizione noi non possiamo dare una risposta al nostro sistema nervoso, perché per proteggerci dal virus dobbiamo rimanere isolati.

Tuttavia, per evitare le conseguente negative e per rispondere comunque al bisogno di relazione, dobbiamo mantenere la connessioni e oggi la tecnologia ci supporta, per esempio con video messaggi o video chiamata. Visualizzare e sentire la voce delle persone importanti, come l’istruttore per il bambino, può dare significato in questa momento per garantire la continuità della relazione.
Per tanto il bambino non avrà delle difficoltà a risocializzare dopo, alla riprese delle attività, ma quanto piuttosto adesso, voi dovete mantenere una connessione sia tra voi istruttori , che con i vostri bambini.

Ecco perché ritengo necessario che la riflessione di oggi debba essere sbilanciata inizialmente su cosa è possibile fare in questo momento per voi e per i vostri bambini, per poi riprogettare e fare ipotesi di attività in palestra . Il primo traguardo e il focus di questo momento, dove il tempo rimane sospeso e dove si vive una dimensione in cui la comunicazione e la socialità sono giocate in un “non spazio” della “non Vicinanza”, è quello di preservare e consolidare la relazione con i vostri bambini.
È fondamentale che loro si sentano tenuti e mantenuti dentro la relazione, che si prende cura di loro e trasmette fiducia. L’obiettivo è far vivere ai bambini questo periodo di crisi, il più possibile con serenità e ottimismo, trovando e strutturando tutti i modo per mantenere una relazione, anche a distanza.

Far sentire che loro sono un vostro pensiero positivo ricorrente , probabilmente uno dei pensieri più belli, ma che può lasciare spazio anche alla tristezza, all’idea che dovrà passare ancora un pò di tempo per vedervi. Come trascorreremo questo tempo per continuare a mantenere la relazione? Dovremmo chiedere ai bambini di reinventarsi (probabilmente come sta facendo ognuno di noi, in uno spazio e un tempo che forse non immaginavamo neanche esistesse!), di scrivere (o disegnare per i più piccoli) un elenco di tutti gli aspetti positivi del loro stare a casa, dando valore a questo tempo passato senza vedersi. Chiediamo loro di mandare disegni, foto, storie , giochi che hanno inventato e fare videochiamate/videomessaggi. Sarà anche materiale importante per voi per comprendere come stanno vivendo questo momento, cosa sta accadendo nel loro contesto familiare, esplorare i loro vissuti emotivi, le loro emozioni e poterle condividere con le vostre e scoprire insieme che siete sintonizzatiti sulle stesse paure , angosce e speranza.

È importante nella relazione con i bambini garantire loro continuità e stabilità anche a distanza. Tutto questo potrà mantenere la relazione significativa tra voi e loro e alla ripresa ci permettere comunque di parlarne in palestra. Non dovrà essere un argomento tabù. Dovremmo essere però attenti a come sintonizzarci con ogni bambino, perché ognuno di loro avrà da che raccontare il suo vissuto e sarà unico e diverso, fosse altro che unica è l’esperienza che nella individualità di ognuno è stata vissuta. Dovremo tener conto che alcuni bambini avranno vissuto traumi differenti. Qualcuno di loro avrà vissuto dei lutti o delle separazioni improvvise, senza per esempio aver avuto la possibilità magari di salutare i nonni .. o di un proprio caro.

Tuttavia da questa condizione traumatizzante e nuova, tra i fattori di rischio, potremmo aspettarci bambini che potranno manifestare ansia e paura al contagio e per tanto potranno sentirsi di non fare dei giochi, di sentire l’esigenza di tenere delle distanze o altro che induca al loro modo di modificarsi nello stare con gli altri.

Ecco perché sarà importate una approccio graduale alla riprese e avere una reale contezza di ciò che avrà vissuto ogni singolo bimbo, chiedendo anche in questo caso la collaborazione dei genitori. In quel momento della ripresa, cosi come è stato per il periodo di forzata distanza, il bambino potrà sentirsi al sicuro, voi darete quella sicurezza e solidità di cui il bambino avrà bisogno e si sentirà libero di giocare, di rifare delle cose divertenti e vi vedrà, non certo come persone spaventate o allarmate, ma vi percepirà di nuovo come quell’adulto significativo, calmo e capace di trasmettere affetto al quale potrà chiedere, emozionarsi, vivere una nuova esperienza in un posto al sicuro.

Il gioco rimarrà comunque una straordinaria opportunità innata del bambino per socializzare e comunicare con gli altri coetanei e per tanto sarà sempre un fattore di protezione per il bambini.

Dobbiamo ripartire dalla consapevolezza che il “nostro giocare a minibasket” permetterà al bambino di rivivere le propri emozioni e gli consentirà di riesprimerle. Competenze come “Autonomia”, “Responsabilità” e “Collaborazione”, che hanno sempre accompagnato la nostra descrizione quotidiana del modello in palestra, oltre ad essere state “interiorizzate, apprese e utilizzate” da i nostri bambini in un periodo di difficoltà come quello attuale, saranno un facilitatore per una ritorno graduale alla normalità.
 
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