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20 Marzo 2020
Il ritorno alla normalità (di Lucio Bortolussi)
Attenzione, relazione, comunicazione. Al ritorno in palestra, all’istruttore minibasket si chiede una sensibilità ancor più significativa su questi aspetti, per ritrovare il rapporto con i propri ragazzi, costretti in questo periodo nelle proprie case per far fronte all’emergenza da COVID-19.

Il riprendere dell’attività sportiva in palestra, per il singolo come per il gruppo, porta con sé diversi rischi, fra cui quello di voler colmare repentinamente il programma didattico non svolto, con conseguente stress nel piccolo giocatore. Per tale motivo, il momento di insegnamento-apprendimento si dovranno mantenere ben consapevoli alcuni aspetti metodologici, che accompagnino il bambino al ritorno alla normalità nei tempi e nelle modalità più coinvolgenti e meno traumatiche possibile.

Nell’intervento qui di seguito, realizzato basandosi sulle domande più frequenti arrivate dagli Istruttori Minibasket attraverso mail inviate a minibasket@fip.it, il membro dello staff tecnico del Settore Scuola FIP Lucio Bortolussi dà alcuni spunti di riflessione su come re-impostare il rapporto metodologico e didattico fra Istruttore Minibasket e il proprio gruppo di giovanissimi giocatori e giocatrici.

Il ritorno alla normalità vedrà sicuramente i bambini travolti dalla pressione di docenti e genitori dedicata al recupero delle nozioni e dei programmi trascurati. Che attenzione dovremo avere con loro quando torneranno? Sarà utile e importante tenerne conto?
Oggi i bambini sono privati della scuola, dei rapporti quotidiani con i compagni, degli allenamenti e di tutte le attività proposte dalle diverse agenzie educative: sembra che un piccolo grande gigante abbia pigiato sul tasto “pause” e tutto si sia fermato: anche per loro è iniziata una vita diversa, rallentata, impoverita di relazioni. Per fortuna ci sono tanti esempi di iniziative promosse sia dalla Scuola per mantenere viva la comunità di classe e il senso di appartenenza tramite la didattica a distanza (il MIUR fa redatto una nota n. 388 del 20.3.2020 che è un capolavoro di pedagogia e di civiltà), che da tanti istruttori Minibasket e dalla stessa FIP hanno proposto stimoli motivanti per far sentire ai bambini che siamo accanto a loro e alle loro famiglie.

Con trepidazione speriamo che al più presto la vita torni a scorrere normalmente, che le scuole riprendano il loro prezioso ruolo e che istruttori sensibili e competenti accolgano i bambini in palestra.

E a questo momento occorre arrivare preparati. L’ansia da prestazione e del ‘programma’ da colmare, rischierà di travolgere tutti, docenti e istruttori, e il bambino sarà subissato da richieste e ci sarà il forte rischio che vada in stress.

A questo punto è decisiva l’azione dell’istruttore competente anche nella gestione di questa nuova sfida che gli si para davanti, istruttore intelligente, sensibile, che ha a cuore il bambino e non solo la prestazione.

Riflettiamo. L’istruttore di Minibasket è competente quando sa comunicare, osservare, motivare, progettare, organizzare, coinvolgere e valutare. Quando l’emergenza virus finirà dovrà essere in grado di esprimere al massimo queste competenze perché l’impazienza di colmare il non fatto può creare fretta, che è sempre una cattiva consigliera nelle situazioni di insegnamento-apprendimento.

Che cosa dovrà fare, allora, un istruttore competente?
− Saper comunicare: saper cogliere le paure dei bambini, dedicare qualche minuto all’inizia della lezione ad ascoltare quello che hanno fatto in questo lungo periodo, a farlo verbalizzare per esprimere quanto gli sono mancati sia la scuola che il minibasket, ha a che fare con l’empatia e la capacità relazionale e concorre a far capire al bambino che l’istruttore è accanto a lui, lo capisce e lo guida.

− Saper osservare: di che cosa hanno bisogno i bambini dopo un lungo tempo lontani dal minibasket? Giocare e divertirsi, sicuro. La prime lezioni dovranno essere le più belle ed entusiasmanti che mai l’istruttore è stato capace di mettere in campo, ricche di stimoli, di varianti. Insomma, dobbiamo riaccendere più che mai il “cognitivo” e “l’emozionale” dei bambini!

− Saper motivare: lezioni con gli ingredienti giusti come quelli suindicati catturano la motivazione dei bambini, pur prevedendo che dopo tanta sedentarietà di per saranno motivatissimi. Si tratta di non spegnere tanto entusiasmo con allenamenti fatti con esercizi a secco “perché il prossimo anno sarete under 13”.

− Saper progettare: anche gli istruttori sono stati ai box, e allora, per recuperare che cosa devono fare? Cinque allenamenti la settimana per risalire la china del programma incompiuto, stressando e annoiando i bambini? Meglio non sovraccaricarli. Devono dare risposte adeguate, condivise con la Società sportiva e le famiglie: ad es. allungando l’attività nei mesi di giugno e luglio, realizzando un camp in sede al mattino/pomeriggio (ovviamente il tutto va contestualizzato), ricco di stimoli, magari mettendosi in rete con qualche Società limitrofa in modo tale che al termine si organizzi una festa o un minitorneo inclusivo. Aiuterebbero anche le famiglie che hanno ripreso l’attività lavorativa e che magari hanno pochissime ferie e il problema di a chi lasciare il bambino. È anche questo il senso di una comunità che ha cura ed educa insieme.

− Saper organizzare: è qui che gli istruttori dimostreranno la capacità di lavorare insieme realizzando un progetto organico per i mesi di giugno/luglio con un fine e con degli obiettivi coerenti (i bambini devono uscire migliori dall’iniziativa, migliori sul piano funzionale, socio-relazionale, cognitivo e tecnico). Creatività e progettazione insieme, spese in questo frangente, possono essere la spinta a continuare poi anche in futuro: allenarsi a lavorare insieme, non è poco!

− Saper coinvolgere: il progetto deve essere coinvolgete, aperto e inclusivo. Se la Scuola – per dire, ma non si sa quello che accadrà

– o un Istituto sul territorio - organizza un progetto nel mese di giugno, possiamo proporre che la Società sportiva possa partecipare per fare lezioni Easybasket. Nel progetto per i mesi di giugno/luglio si possono coinvolgere anche altre associazioni (in un camp ad es., di comune accordo con la società di nuoto abbiamo utilizzato due volte la settimana la piscina e i bambini hanno fatto alcune lezioni di nuoto e giocato a pallanuoto, ma con i canestrini al posto delle porte) o le mamme che sono a casa e che si rendono disponibili magari a preparare il pranzo/spuntino per bambini a conclusione della attività….

− Saper valutare: significa anche saper rispondere ai bisogni che i bambini manifestano al rientro dopo un lungo periodo di isolamento. Se – magari stressati dalle molteplici richieste che tutti riversano loro addosso alla ripresa – si manifestano irritabili, poco socievoli, dobbiamo mettere in campo giochi di relazione a coppie, a tra, a gruppo, cambiando spesso la composizione della coppia o del gruppetto. Le carenze ulteriori che potrebbero manifestare sul piano motorio dovrebbero indurre l’istruttore a procedere con gradualità nello sviluppo del carico motorio.

Ultima, ma importante sottolineatura: difficilmente un bambino dirà di sentirsi stressato e l’unico modo che ha per comunicare il disagio è attraverso i comportamenti, le reazioni emotive e i sintomi fisici che esprimono dei bisogni importanti che non vanno sottovalutati. L’invito è, quindi, di essere istruttori attenti, pazienti e portatori sani di gioia ed entusiasmo.
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Riflessione finale: il nostro modello di Minibasket è ispirato alle neuroscienze, in particolare a quella parte di neuroscienze che si chiama neurodidattica, che evidenzia quelle scoperte che possono migliorare l’insegnamento. Lo stimolo alle funzioni cognitive (es. attenzione e memoria) è costante nelle nostre proposte.
Suggerisco la lettura di due libri che offrono spunti interessanti a chi si occupa di insegnamento e apprendimento:
Il cervello a scuola – Neuroscienze e educazione tra verità e falsi miti, John G.Geake – Guide Erickson, 2016
Neurodidattica – Insegnare al cervello che apprende, Pier Cesare Rivoltella – Raffaello Cortina Editore, 2012

 
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