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U17M - BARLETTA

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22 Giugno 2009
Finale Nazionale U17 Maschile – Scavolini Spar Pesaro campione d’Italia
Barletta – La Scavolini Spar Pesaro è campione d’Italia Under 17. Batte in finale la Montepaschi Siena col punteggio di 74-72 e conquista il suo secondo Scudetto di categoria in tre anni dopo l’affermazione del 2007. Dopo due quarti passati a rincorrere in affanno gli avversari, i pesaresi si destano ad inizio terzo quarto e concludono la loro rincorsa con un canestro all’ultimo secondo di Di Donato. In casa Siena l’amarezza è enorme: dopo l’infortunio che ha messo fuori causa Ingrosso in semifinale arriva la seconda sconfitta consecutiva all’ultimo atto dopo quella dello scorso anno contro la Virtus Bologna (allora segnò allo scadere Tomassini).
Terzo posto alla Benetton Treviso, che senza Gentile mostra orgoglio e voglia di riscatto contro una pur ottima Venezia.

Guarda la festa della Scavolini Spar Pesaro

Guarda le interviste ai giocatori

Finale 1° e 2° posto

Scavolini Spar Pesaro – Montepaschi Siena 74-72 (12-20, 21-39, 46-55)
Scavolini Spar Pesaro: Cambrini, Scrima, Traini 25, Tobaldi 10, Tortù, Stefanini 15, Di Donato 7, Scafaro 2, Ciribeni 15, Piccinini, Piccinini, Vino. All: Rinolfi Guarda l'intervista a coach Rinolfi

Montepaschi Siena: Ramenghi 6, Sabbatino 6, Severini, Sgobba 21, Logi 7, Sorrentino, Monaldi 23, Udom 9, Pucci, Capaccio ne, Mazzi ne. All: Griccioli Guarda l'intervista a coach Griccioli

Arbitri: Pilo, Noce

Note: Usciti 5 falli: Sgobba (Siena). Tl: Pesaro 15/23, Siena 13/19

Il tap-in a fil di sirena del pesarese Di Donato condanna la Montepaschi Siena e laurea la Scavolini Spar Pesaro campione d’Italia Under 17. Una vittoria sofferta ed insperata fino all’ultimo quarto, iniziato dai marchigiani con 9 punti di svantaggio. Barletta stregata per i senesi che, proprio come lo scorso anno, perdono con un canestro allo scadere.
Erano tante le motivazioni dei mensanini, non ultima la delusione subita dai ’92 non più tardi di quindici giorni fa a Salsomaggiore Terme nella categoria Under 19. Su queste motivazioni la Montepaschi di coach Giulio Griccioli costruisce un primo quarto intenso fatto di difesa forte e reattività sotto canestro. Non è un caso che gli unici punti dei marchigiani (12) arrivino principalmente da tre triple (2 Stefanini e Traini). Dopo la tiratissima semifinale contro la Benetton Pesaro appare timida. I suoi alfieri, Traini, Ciribeni e Stefanini, non riescono a ritrovare il filo della trama che in semifinale ha immobilizzato Treviso fino a costringerla alla resa.
Nel secondo quarto la media punti delle rivali non cambia: 19 per Siena e 9 per Pesaro. Lezione severa per i marchigiani, che soffrono le penetrazioni e i lampi di Sabbatino (6 assist a metà gara) e la vena di Sgobba e Monaldi.
Nel terzo quarto finalmente si vede Pesaro: 11-2 pesante che significa meno 9 (32-41).
Ne guadagna la partita che improvvisamente si rianima.
In un ultimo quarto tutt’altro che scontato i pesaresi di coach Andrej Rinolfi raccolgono tutte le energie per tentare l’assalto al titolo: il massimo sforzo produce il pareggio e lascia intravedere un finale incandescente.
Così è e sul 72-72 a 2 secondi dal termine Di Donato fa centro. E la Scavolini Spar è di nuovo campione d’Italia.

Stremato e quasi incredulo il coach della Scavolini Spar Andrej Rinolfi: “Abbiamo compiuto un’impresa! Ci abbiamo creduto fin dalla prima partita di queste finali. Solo con la forza di volontà si compiono imprese di questo genere e questo gruppo di forza di volontà ne ha tantissima. Nel primo tempo eravamo un pugile che prendeva sberle. Nel terzo quarto, punto dopo punto, siamo saliti e abbiamo cominciato a fare quel che dovevamo. E poi, tutti hanno visto quello che ha fatto Traini”.

Felicissimi i pesaresi Fabio Stefanini e Emidio Di Donato: “Grazie alla squadra – ha detto il primo – e a tutto lo staff che ha fatto un ottimo lavoro. Siamo andati sotto di 18 punti e rimontare è stata un’impresa. Nessuno ci considerava per la vittoria finale ed invece abbiamo fatto l’impresa”.
Così il match-winner: “Ho sempre creduto che questa squadra avesse il talento per arrivare in fondo. Dopo la prima gara ci siamo compattati e abbiamo costruito questa grande vittoria”.

Il coach di Siena Giulio Griccioli analizza: “C’è tanta amarezza. D’impulso posso dire che con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto vincere. In realtà non ho rimpianti: i ragazzi hanno fatto due finali in 20 giorni in pratica con lo stesso gruppo. Perderle in questo modo fa male però chi non perde non può dire che si impara dalle sconfitte. Noi ci siamo giocati la finale e c’è gente che non ha potuto farlo. Nessuna recriminazione su infortuni e malattie”.

Amareggiato il senese Giorgio Sgobba: “Che dire, è una sconfitta difficile da commentare. Dovevamo tenerci stretto il vantaggio che avevamo accumulato. Loro poi pian piano hanno recuperato e alla fine hanno vinto. Ma la meritavamo noi”.

Finale 3° e 4° posto

Umana Reyer Venezia – Benetton Treviso 65-77 (23-21, 45-40, 52-62)
Umana Reyer Venezia: Ceron 39, Tasca 11, Pasini, Furlan, Donadon 4, Porfido 6, Bonomo ne, Vian 5, Busato ne, Vianello, Boldini ne, Parisatti. All: Zanatta Guarda l'intervista a coach Zanatta

Benetton Treviso: Gaspardo, Rigo 2, Bonivento ne, Bernardi 2, Iacopini ne, Marini 5, Valesin 17, Zanatta 17, Zanelli 15, De Paoli 6, Quarisa 13, Frison. All: Vertemati Guarda l'intervista a Vertemati

Arbitri: Faustoferri, Volponi

Note: Usciti 5 falli: Donadon, Vian (Venezia). Tl: Venezia 6/8, Treviso 7/11

Treviso tira fuori l'orgoglio e si impone nella finale per il terzo e quarto posto. Contro una sorprendente Venezia - al primo anno nelle competizioni giovanili – i trevigiani, orfani del loro leader Alessandro Gentile (51 punti in semifinale contro Pesaro, squalificato per la finale), hanno sofferto a lungo, ma nel quarto periodo sono riusciti a prendere il largo e ad aggiudicarsi il derby veneto 77-65. Buona la prestazione di Capitan Andrea Quarisa, autore di 13 punti e 20 rimbalzi, di Paolo Zanatta e Gianluca Valesin (17 punti per entrambi).
Dopo la sconfitta nell'extra time contro Pesaro, Treviso scende in campo contratta, mentre i lagunari hanno voglia di continuare a sognare dopo l'ottima settimana di Barletta. Ad inizio gara le due compagini venete cercano spesso le soluzioni da tre, specialità della casa di Marco Ceron, l'ala di Venezia che nei primi due quarti trascina i suoi con 26 punti. È proprio l’Umana Reyer a concludere il primo tempo in vantaggio (45-40).
Nella seconda parte di gara però, lo stesso Ceron abbassa le proprie medie realizzative, e la Benetton si rifà sotto superando gli avversari fino al massimo vantaggio di 10 (62-52). Negli ultimi dieci minuti di gioco Treviso deve solo amministrare. A 20 secondi dal termine, punteggio ormai acquisito, le due squadre aspettano l'ultima sirena salutandosi sportivamente al centro del campo.

Le impressioni del coach Benetton Adriano Vertemati: “Nel primo tempo eravamo scarichi e demoralizzati. Ma nella seconda parte della gara devo fare davvero i complimenti ai ragazzi. Hanno dimostrato maturità e carattere, e di saper vincere dopo la sconfitta pesante patita ieri”.

Queste le parole del capitano di Treviso Andrea Quarisa: “E' stato un anno fantastico, peccato però per la semifinale di ieri. Oggi contro Venezia siamo partiti scarichi, con ancora l'amarezza per l'occasione persa. Loro hanno provato a scappare via nel primo tempo, ma siamo riusciti a rimanere in partita. Nel secondo tempo ci siamo tranquillizzati e con la testa abbiamo ripreso il match. È stato un bel derby, e sono contentissimo di averlo vinto. Rimane l'amaro in bocca perché potevamo fare qualcosa di più”.

Nonostante la sconfitta, il coach di Venezia Alberto Zanatta è soddisfatto: “E' stata una finalina d'alto livello, giocata da due squadre venete. Siamo partiti con le tossine della semifinale di ieri, e nella seconda parte della gara abbiamo pagato la stanchezza. Ci tengo a sottolineare che la Reyer Venezia è l'unica squadra delle quattro finaliste ad essere composta da soli giocatori veneziani, e di questo sono molto soddisfatto. Ringrazio tutti i ragazzi e tutto lo staff per la grande annata disputata. Ci vediamo l'anno prossimo”.

Demoralizzato il play di Venezia Marco Donadon: “Abbiamo fatto una bella partita nel primo tempo, poi nel terzo periodo c'è stato un black-out. Volevamo vincere il derby, peccato”.

Questo il miglior quintetto della Finale Nazionale:

Andrea Traini (Scavolini Spar Pesaro)
Leonardo Ciribeni (Scavolini Spar Pesaro)
Marco Ceron (Umana Reyer Venezia)
Giorgio Sgobba (Montepaschi Siena)
Andrea Quarisa (Benetton Treviso)

Miglior coach della Finale Nazionale:

Alberto Zanatta (Umana Reyer Venezia)

Il bilancio della Finale Nazionale di Barletta tocca ad Antonio Bocchino, coach della Nazionale Under 16 Maschile: “Credo che in finale siano arrivate le squadre migliori – dice – con delle buone individualità. In generale è stato un campionato equilibrato e, come lo scorso anno di buon livello sotto il punto di vista del gioco e del talento degli atleti. Segno evidente di un movimento florido”.
Un occhio di riguardo alla rappresentativa Under 16 che si riunirà a Cisternino (Brindisi) dal 4 al 15 luglio nel primo raduno in previsione del Campionato Europeo di categoria in Lituania (6-16 agosto).
“Considerando che a Barletta non sono state molte le squadre che hanno utilizzato con continuità giocatori dell’annata ’93 – analizza Bocchino – devo dire che gli atleti migliori hanno tutti già fatto parte dei nostri raduni. Mi riferisco a Monaldi, Severini, Sorrentino, Laganà, Bernardi e Veccia solo per fare alcuni nomi. Tutti giocatori che già conosco bene, monitorati da tempo. Un giocatore interessante emerso da questa Finale è Gaspardo, ala di Treviso”.

Ufficio Stampa Fip
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