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02/12/2017 - INTERVISTE

INTERVISTA A ROBERTO CHIARI

In occasione dell'evento, "Il Basket visto dagli arbitri" promosso dal GAP di Treviso abbiamo fatto due chiacchiere con Roberto Chiari, Istruttore Internazionale FIBA ed ex arbitro internazionale.
05/08/2017 - INTERVISTE

LA STORIA - I PROTAGONISTI RACCONTANO LO SCUDETTO DEL 4ANCI MESTRE

Una settimana fa sono diventati campioni d'Italia, coronando un progetto iniziato da diversi mesi in ricordo di Davide Ancilotto. Uno scudetto che arriva da una palestra che ha come tetto il cielo e come pareti tanti appassionati e curiosi: c'è chi lo chiama playground, chi campetto. In semplicità è il 3vs3. Il 3vs3 però non è solo il campetto fra gli amici, ma una vera e propria disciplina: chiedete ad Alessandro Vecchiato, per gli amici “Vekkia”, Lorenzo Ambrosin, Davide Bovo e Diadia Mbaye, che domenica scorsa sono diventati campioni d’Italia del 3vs3. Quattro ragazzi accomunati dalla passione per il basket e dal ricordo di un grande amico: Davide Ancilotto, sfortunato giocatore mestrino morto nel 1997 a soli 23 anni. La squadra veneta ha battuto in finale 10-7 i Kings Milano alla fine di un Torneo molto combattuto: “Sapevamo che sarebbe stata dura, come nelle Qualificazioni -conferma Diadia Mbaye, 30 anni, di origini senegalesi, quest’anno giocatore in C Gold del BC Jesolo allenato da Massimo Guerra- qui ogni partita è stata una battaglia. Ora sono molto felice, la mia gioia è incontenibile anche perché in questo modo ricordiamo al meglio Davide”. La vittoria dello scudetto per 4NCI Mestre, inoltre, comporta anche il diritto a partecipare alla tappa europea del World Tour che si terrà a Losanna il 25-26 agosto. “Facciamo ancora fatica a realizzare di aver vinto lo scudetto” racconta Alessandro Vecchiato, punto di riferimento del gruppo “Per me e per tutti gli altri il campetto è uno stile di vita, da lì è nata la mia passione per il basket e praticamente tutti i giorni vado ad allenarmi. Con Lollo, Diadia e Davide è nata dall’inizio dell’anno l’idea di creare una squadra per vincere: io ero già arrivato in finale allo Streetball del 2012, ma avevo perso. Ora invece abbiamo portato a Mestre un bellissimo scudetto che rende onore alla memoria di Davide”. Il 3vs3 dunque sta diventando un nuovo mondo di intendere il basket: “Siamo la prima nazione al mondo per numero di iscritti” racconta Marco Bianco, presidente del 4Anci. “E abbiamo ancora grandi margini di miglioramento. Ma la cosa bella è che questa nuova disciplina sta prendendo sempre più concretezza con la partecipazione alla prossima Olimpiade: al campetto non conta la categoria in cui giochi, perché si crea una nuova realtà, e capita spesso che giocatori indoor che fanno la differenza in palestra, sull’asfalto dei playground soffrano giocatori di categoria inferiore. È il 3vs3, e posso assicurarvi che è uno spettacolo”. LE SCHEDE DEI PROTAGONISTI (tratte dalla pagina FB del 4Anci) Alessandro Vecchiato Chi meglio di lui poteva rappresentare il 4NCI. "Vekkia" per gl'amici è una delle più grandi espressioni di quanto Anciground possa generare dei sogni. Sempre presente al 4NCI è un giocatore che dà spettacolo, i suoi cross-over, i suoi tiri ignoranti (come quelli che hanno illuminato la finale del 4NCI 2017), i suoi passaggi. E' stata l'anima del team, il motivatore, il trascinatore, colui che sistemava le cose quando non sembravano andare, il team leader che gestiva i cambi, che entrava, metteva una bomba ed un passaggio no-look. Un trascinatore. Ci aveva provato 4 anni fa a vincere le Finals a Rimini perdendo solo in finale, questa volta ce l'ha fatta. Ha coronato il sogno in cui ha sempre creduto. Quest'anno ha giocato al Litorale Nord in CSilver Veneta. Una convocazione per un raduno della Nazionale 3x3 ottenuto anche grazie alla grande continuità di risultati ai tornei 3x3 e alle Finals di Rimini/Riccione. Lorenzo Ambrosin L'umiltà di questo ragazzo e grande quanto le sue capacità. La sua esplosività ha lasciato a bocca aperta tutti, come del resto la sua intensità difensiva. Un autentico e devastante fenomeno. Lorenzo ha incantato tutto il Piazzale Roma di Riccione con la sua mano morbidissima dall'arco con la quale ha distrutto a colpi di incredibili bombe tutto ciò che si trovava davanti. Ed in difesa è stato invalicabile, i suoi avversari sempre costretti a tiri difficili o a passarla perchè Lollo ti rendeva la vita un inferno. Gl'occhi di Lorenzo dicono tutto, sempre sul pezzo con umiltà e dedizione. Sempre con quella luce in quegl'occhi scuri da farti capire che ce l'avrebbe messa tutta per cucirsi questo scudetto sul petto. Quest'anno ha vestito la maglia di Jesolo in C Gold Veneta sempre agl'ordini di coach Massimo Guerra. Come Diadia. Una connessione incredibile che si ripresenta ancora. E poi il grande salto... nella prossima stagione vestirà la maglia della Fortitudo Agrigento in A2. Una grande opportunità, un grande talento. Davide Bovo Nel mondo dello streetball non era uno sconosciuto, anzi... 3 anni fa era nella selezione della nazionale che ha giocato i mondiali U18 a Riccione. Ma citare il curriculum serve a poco. Davide è un giocatore di sostanza, atletismo e buone mani. In penetrazione un assoluto "number #1" dato che ogni volta che partiva in palleggio ha seminato il panico nelle difese avversarie. Considerando inoltre che con facilità può arrivare sopra il ferro, beh... non ce n'era davvero per nessuno. Sua la bomba che ha regalato la finale al team #4NCI al supplementare. Ragazzo umile e mai sopra le righe, ha disputato delle Finals di assoluto livello dimostrando ancora una volta che la convocazione in nazionale non era affatto a caso. E poi quel nome... dovevamo avere un Davide nella squadra che avrebbe vinto il campionato italiano 3x3. Davide quest'anno ha vestito la maglia di Crema in Serie B riuscendo a dimostrare di poter tranquillamente gestire la categoria. Diadia Mbaye Un autentico colosso. Di origini senegalesi, Diadia è stato il perno dell'attacco e della difesa del nostro team. Stoppate e rimbalzi che hanno fatto la differenza, come ad esempio una mega stoppatona in semifinale al supplementare. Ma non solo atletismo, un sorriso contagioso ed un ragazzo gentile che non manca, nel momento dell'intervista con i media a finale vinta, di ricordare Davide Ancilotto. Le qualità tecniche ci sono tutte ed è grazie a Diadia che siamo riusciti a tenere la fisicità dei centri avversari. Quest'anno ha giocato a Jesolo in CGold Veneta agl'ordini di coach Massimo Guerra, ideatore e fondatore del 4NCI. Il collegamento con Davide c'è... il talento, la passione e la dedizione pure.
04/02/2016 - INTERVISTE

BIANCA ROSSI NELLA HALL OF FAME: "UNA SENSAZIONE INCREDIBILE, ANCORA NON CI CREDO"

Entrare nella Hall of fame del basket italiano non è certo un evento che accade ogni giorno e, soprattutto, non a tutti. Ecco il motivo della gioia e dello stupore di Bianca Rossi, nostra consigliera regionale, che ci ha raccontato in questa intervista tutte le sue sensazioni. Nata a Ponzano nel 1954, la sua carriera è fortemente legata al territorio trevigiano, in cui muove i suoi primi passi da giocatrici nel settore giovanile della Pallacanestro Femminile Treviso. Il talento di Rossi si fa notare e inizia il suo viaggio lungo lo Stivale che l’ha accompagnata per una lunga carriera cestistica indossando le casacche di Roma, Treviso, Milano, Parma e Ferrara. Ma è proprio con la maglia di Treviso che Bianca Rossi coglie la più grande soddisfazione: correva la stagione 1980-1981 e con la maglia della Pagnossin Treviso Rossi conquista quello che sarà uno storico scudetto per il basket femminile. Non è però l’unica soddisfazione, visto che la cestista trevigiana veste e onora anche la maglia azzurra: 225 presenze, 2489 punti e con 11,4 di media punti impreziosita dalla partecipazione alle storiche Olimpiadi di Mosca del 1980. Bianca, che effetto fa entrare nella Hall of fame? "È stata davvero una grande emozione per me. Sinceramente ancora non mi sto rendendo conto di questo importante riconoscimento che mi è stato concesso dalla Federazione che ringrazio. In realtà spero che più che per i risultati questa Hall of Fame mi sia stata insignita per la passione con cui ho sempre vissuto la pallacanestro. Da giocatrice prima, da allenatrice e dirigente adesso". Quali sono i momenti che ricordi con maggiore piacere? "Ho vissuto davvero tanti bei momenti nella mia carriera, che trovarne uno di particolare è difficile. Penso allo scudetto con Treviso, ma anche alla partecipazione alle Olimpiadi. Sono davvero tanti momenti e tutti belli. Ora invece sto vivendo quest’avventura da dirigente, che mi ha entusiasmato, così come quella da consigliere regionale: sono stati quattro anni che arricchito ancora di più la mia passione per la pallacanestro". Bianca, com’è stata questa esperienza da consigliere regionale? “Devo ammettere che all’inizio pensavo a un impegno semplice, e invece entrando in Comitato mi sono resa conto della grande quantità di lavoro che c’è da seguire e mi sono messa a disposizione con grande entusiasmo. Anzi, qualora si dovesse ripresentare l’occasione, sarei felice di poter continuare il lavoro che abbiamo iniziato in questi primi quattro anni. Ho seguito con maggiore attenzione gli ambiti del femminile e del Minibasket”. Di recente sei stata dirigente accompagnatrice al Memorial Fabbri. Com’è andata? “Benissimo, abbiamo davvero dei bravi ragazzi, sia sotto il profilo tecnico che di quello comportamentale. Avevo già seguito squadre maschili, ma era da un po’ che non lo facevo e devo dire che è stata una bella esperienza. Sicuramente stiamo facendo molto bene con i nostri Centri Tecnici Federali, anche se penso possiamo crescere ancora, perché penso che ai ragazzi d’oggi serva capire cosa voglia dire andare a sudarsi e conquistarsi un posto nelle selezioni regionali. Ho avuto anche il piacere di fare da Commissario a una Finale Nazionale l’anno scorso, insomma diciamo che ho potuto approfondire ancora meglio il basket e soprattutto il basket che verrà”. A tal proposito, che futuro vedi per la pallacanestro nella nostra regione? “Ripeto il concetto di prima: stiamo lavorando bene e i risultati si vedono. Poi è evidente che qualcosa su cui lavorare c’è, penso soprattutto al settore femminile, che ho seguito con attenzione da dirigente di società. Non è facile, soprattutto mantenere le ragazze all’interno del movimento. Attorno ai 15-16 anni infatti c’è un momento critico in cui si fa fatica a vedere in loro lo stesso entusiasmo dell’inizio. A Venezia da questo punto di vista la situazione è migliore rispetto a Treviso, dove però si stanno realizzando delle proposte per permettere alle ragazze fin da bambine di poter disputare campionati Minibasket unendo i vari centri”. Quindi generalmente come valuti questo basket Veneto? “Penso senza timore di essere smentita che siamo in una regione che sta bene, fra le prime in Italia. Mi sbilancio a dire addirittura fra le prime 3-4 su tutto il territorio nazionale per la qualità del lavoro che proponiamo e soprattutto per il numero di società e di atleti che vengono formati e allenati. Abbiamo delle grandi potenzialità perché sappiamo lavorare bene sul territorio e fare una buona programmazione, sia come federazione che come società. Non posso dunque definire più che positivo il lavoro che stiamo facendo nella nostra regione e spero che si continui su questa strada”.    
15/01/2016 - INTERVISTE

A TU PER TU CON....FEDERICO POLO

Disponibilità, cortesia e passione. Basterebbero queste tre parole per descrivere Federico Polo, consigliere regionale di Fip Veneto. Una persona appassionata e innamorata del nostro sport, da sempre in prima linea per promuovere i valori della palla a spicchi alle nuove generazioni. Dirigente a Mirano, Federico in questo quadriennio ha ricoperto l’incarico di consigliere regionale, con particolare attenzione al mondo femminile e al minibasket. Federico, siamo entrati nell'ultimo anno del quadriennio olimpico. Qual è il bilancio della tua esperienza da Consigliere? “Sicuramente positiva, ho vissuto la pallacanestro da giocatore, da allenatore, da dirigente di Società e con questa esperienza ho incrementato ancora di più il mio bagaglio personale di conoscenze in tutti gli ambiti in cui spazia l'Attività Regionale, dal Settore Arbitrale al Minibasket al Femminile alle Selezioni Regionali ai Centri Tecnici. La "macchina Regionale" è molto più complessa di quanto un tesserato esterno alla stessa possa immaginare. Poi spero, ma questo dovranno dirlo le Società, di aver anche dato qualcosa al movimento Veneto, ho cercato di portare in Consiglio la voce delle Società  e devo dire che ho trovato terreno fertile in questo Consiglio Regionale che  al suo interno ha una componente molto legata  alle Società Venete con Oscar Lucati e Bianca Rossi dirigenti di Montebelluna e Ponzano, Stefano Teso di Jesolo, io e non dimentichiamo  il Presidente Polon è stato per anni all'interno di importatanti club trevigiani. Abbiamo sempre discusso e condiviso ogni decisione anche la più difficile uscendo da ogni Consiglio con la tranquillità di aver preso la decisione migliore.” Tu segui da vicino anche l'attività femminile: qual è la situazione in Veneto? "Provengo dal Settore Femminile che seguo da oltre 30 anni e devo dirti che esiste un lato molto positivo rappresentato dal movimento Senior: Schio, Reyer e la sorpresa S.Martino in A1, Vicenza, Alpo Verona, Marghera, le squadre del rinnovato Campionato di Serie "B" Femminile rappresentano delle eccellenze non solo in Italia ma anche in Europa(vedi Schio e Reyer), l'organizzazione degli staff, dirigenziale e medica che mettono in campo queste realtà è veramente paragonabile alle migliori Società della Legauno Maschile. L'attività Femminile giovanile di queste Società è strutturata come i migliori Settori Giovanili maschili sia in termini di risorse economiche destinate sia per qualità tecnica, ogni anno Reyer, Schio, S.Martino, Marghera e a turno Nuova Pallacanestro Treviso, Abano o Vicenza  portano delle Squadre alle Finali Nazionali di categoria, questo testimonia il valore tecnico dei Gironi Elite dell'Under 17 (ora Under 18) e dell'Under 15 (ora Under 16). Il lato oscuro è rappresentato dalle difficoltà nei Campionati Giovanili, molte Società maschili che presentavano anche una o due squadre femminili ora non lo fanno più preferendo concentrarsi più sull'attività maschile, attenzione non mi riferisco all'Attività Minibasket(altra mia competenza insieme con Bianca Rossi all'interno del Consiglio Regionale) ove i Centri si spendono molto nel reclutare bambine e bambini e ai quali il Settore Minibasket guidato dal Presidente Crotti ha dato la possibilità di consorziarsi per mettere in campo anche squadre Esordienti, Gazzelle e Libellule formate da bimbe di più Centri, ma poi quando si tratta di formare sqaudre Under 13 e Under 14 le ragazze vengono dirottate alla Società Femminile della zona che magari dista parecchi chilometri e le ragazze si perdono.Questa situazione la vediamo quando alla compilazione dei Calendari Under 13 e Under 14 non si riescono più a fare gironcini Provinciali ma bisogna dividere il Veneto in Est e Ovest e far viaggiare parecchio le ragazze" Dove sta andando il Veneto baskettaro a livello giovanile? “Detto ampiamente del movimento Femminile, per quanto riguarda il Maschile noto che da Settori Giovanili costruiti economicamente, quando era possibile farlo in tempi passati si sta passando a strutture improntate su Idee e Progetti tra le varie Società del Veneto. Oltre alle varie Reyer e Benetton stanno emergendo unioni di Società che potranno fare sicuramente bene anche a livello Nazionale, mi riferisco a Unione Padova con Bassano a Virtus Padova e le decine di Società coinvolte nel suo progetto, a Pallacanestro Vicenza a Universo Basket Treviso e SanVe, a Conegliano. Ciò testimonia che non è tanto il potere del denaro (comunque necessario) quanto la forza e la bontà dei progetti e delle idee che Dirigenti lungimiranti stanno mettendo in campo, con tutte le difficoltà del caso. Vedo poi e questo mi riempie il cuore di gioia, una mobilitazione generale, quando accadono tristi eventi, mi riferisco alla malattia di quel giovane atleta del Leoncino (Sebastiano Dri al quale va anche il mio più grosso "in bocca al lupo") e il tam tam mediatico che si è piacevolmente scatenato per fargli sentire la vicinanza di tutti gli atleti e le atlete del Veneto e non solo, questa secondo me è la più bella vittoria che il nostro movimento può ascrivere. Approfitto per "tirare l'acqua anche al Mulino del Crv" e ricordare l'enorme importanza che rivestono nella formazione dei ragazzi e delle ragazze di tutte queste Società le innumerevoli iniziative che il Comitato Regionale e quelli Provinciali mettono in campo, dalle Selezioni per i Tornei delle Province(questa stagione saranno impegnati i nati e le nate nel 2003) alle Selezioni Regionali che partecipano ai vari Tornei in giro per l'Italia e al Torneo delle Regioni ai Centri Tecnici Federali che settimanalmente seguono ragazzi e ragazze sotto l'assoluta competenza di Tecnici di fama quali Franco Marcelletti e Alberto Pan, al Camp di alta specializzazione splendidamente organizzato da Andrea Ferraboschi, al quale dobbiamo ascrivere il merito di questa iniziativa e non solo di questa alle mille iniziative che si sviluppano nella nostra Regione. Buona Pallacanestro a Tutti-e”.      
10/11/2015 - INTERVISTE

MAURIZIO PASCOTTO: "IL CIA VENETO UNA SFIDA INTERESSANTE"

Tessera federale numero 10545, 564 gare arbitrate. Ne è passato di tempo da quando nel 1991 Maurizio Pascotto esordì in serie A. Tante sfide, lo stesso stile impeccabile atto a promuovere il basket e l’armonia che spesso contraddistingue questo sport.  Oggi Pascotto, ha accettato una nuova sfida, forse la più difficile e al tempo stesso intrigante della sua carriera: diventare il presidente del CIA regionale Fip Veneto su invito del presidente Bruno Polon. Una stretta di mano, pochi proclami e tanto lavoro da fare per dare un nuovo e rinnovato impulso al mondo arbitrale della nostra regione. Maurizio Pascotto inizia una nuova avventura. Com’è nata questa proposta? “Sono stato contattato dal presidente Polon e da un sacco di colleghi ed ex colleghi del mondo arbitrale. Che hanno cercato di spingermi a fare questa scelta. Ho accettato all’ultimo momento perché mi piacciono le sfide e spero di riuscire a portare a compimento un compito che mi sono reso conto è abbastanza pesante e impegnativo”. Perché la definisce una sfida? “È una sfida perché ci sono tante cose da sistemare, in particolare dobbiamo ripartire dal reclutamento perché dobbiamo fare i conti l’emorragia fisiologica che c’è ogni anno nel gruppo arbitri per vari motivi, anche fuori dal basket. E dobbiamo porre rimedio a questa fuga, cercando di coinvolgere il più possibile le società perché ci aiutino a trovare nuovi arbitri. È in atto in questi giorni un giro delle province con il responsabile dei miniarbitri per fare reclutamento, poi lanceremo una campagna mediatica a 360 gradi ”. Quanto sarà importante la sua esperienza per guidare la classe arbitrale? “Io metto a disposizione la mia esperienza e quello che conosco, sicuramente i ragazzi ci devono mettere molto del loro in termini di impegno, di tempo e soprattutto di entusiasmo, che è quello che fa muovere il mondo arbitrale. Entusiasmo e passione sono due concetti basilari per vedere questo sport sotto una luce diversa". Immancabile l’appello alle società e a tutto il mondo cestistico a coinvolgere al massimo la squadra arbitrale… “Il pubblico in certe categorie diventa anziché qualcosa di positivo, è un ostacolo alla crescita dell’arbitro. Spesso il pubblico non conosce la sfumatura delle regole, non sa che ci sono delle interpretazioni Fiba su alcune situazioni di gioco e quindi protesta per partito preso. Sarebbe da educare maggiormente il pubblico, specie i genitori nelle categorie giovanili: e spero che i genitori capiscano presto che mandano i loro figli a fare uno sport, non in battaglia e quindi devono insegnare loro a rispettare le decisioni arbitrali, specie quando sono coetanei. E come loro stanno imparando: come si educa un po’ alla volta all’uso dei fondamentali per i giocatori, lo stesso accade per gli arbitri”.
08/05/2015 - INTERVISTE

FRANCO MARCELLETTI: "UN ONORE ALLENARE IN VENETO"

Per molti è il coach del miracolo di Caserta. L’uomo che ha portato il tricolore nella città campana, ma anche una coppa Italia. Ma la carriera di Franco Marcelletti è molto di più di un importante risultato sportivo: è la storia di un tecnico preparato innamorato della pallacanestro e in grado di far innamorare migliaia di giovani a questo fantastico sport. E non è un caso che la sua carriera sia caratterizzata dal grande lavoro svolto con i giovani che ha lanciato in Serie A (molti dei quali poi approdati in Nazionale). Ad esempio con Ferdinando Gentile, Vincenzo Esposito, Sandro Dell'Agnello, Davide Bonora, Alessandro Frosini, Matteo Nobile, Giacomo Galanda, Gregor Fučka, Marco Mordente, , Nicolò Melli, Andrea Renzi. Il 12 marzo 2011 è stato nominato dalla F.I.P Allenatore Benemerito. E fra i tecnici in attività è al secondo posto come numero di presenze dopo Cesare Pancotto con 831 partite allenate nella massima serie. Oggi coach Franco Marcelletti è la figura di rifermento per i “Giovani Allenatori” che partecipano ai Centri Tecnici Federali ed è Referente Tecnico Territoriale per le selezioni che riguardano la provincia di Verona. Coach Marcelletti, cosa l’ha spinta a seguire questa nuova avventura? “Innanzitutto il fatto che non mi è arrivata nessuna offerta interessante dalla serie A. E poi diciamo che ce la faccio ancora ad andare in palestra e a divertirmi assieme ai giovani. Ritengo un dovere per noi allenatori di una certa esperienza restituire tutto quello che il basket ci ha dato. E infine, lavorare in Veneto è molto stimolante, sia per l’organizzazione che per il materiale umano a disposizione perché i ragazzi sono molto interessanti”. Guardandosi attorno sta vedendo nascere dei nuovi talenti come è riuscito a fare lei? “Qualcuno sicuramente sì. Ma il problema è che si potrebbe produrre di più. Stiamo pagando gli effetti della legge Bosmann che hanno portato le squadre a non curare troppo i settori giovanili com’era un tempo. Ora le uniche motivazioni per fare i settori giovanili sono la passione e i premi Nas. E penso che su questo aspetto ci dovrebbe essere un maggiore incentivo da Lega e Fip per far giocare i giovani. Ben venga da questo punto di vista l’aumento del premio alle squadre che fanno giocare più italiani. Spero che sia seguito anche dalle altre Leghe”. Che sia serie A o il Trofeo delle Province Venete, la verve di Franco Marcelletti in panchina ci pare sia la stessa. E’ così? “Sicuramente sì, ho ancora molta voglia di allenare. Ringrazio il presidente provinciale Leoni e e quello di Fip Veneto, Polon, per l’occasione di fare il selezionatore della squadra provinciale di Verona. Ho visto dei ragazzi interessanti e futuribili: l’importante è continuare a lavorare bene affinchè possano crescere nella maniera dovuta e magari giocare in serie A”. Il tuo ruolo in Fip Veneto è anche quello di formatore dei tecnici per il Cna. Quali sono i passi da compiere per formare nuovi tecnici? “Sono ormai due anni che sto seguendo la formazione dei tecnici durante i Centri Tecnici Federali, dove posso assistere un gruppetto di 6-8 allenatori provenienti da varie province, e lo ritengo molto importante e altamente formativo. Abbiamo l’occasione di valutare scelte, esercizi, la posizione dell’allenatore e molti altri aspetti. E queste sono cose che nei corsi puoi soltanto iniziare a imparare. Questo elemento manca, ma è necessario per una corretta formazione: sono questi allenatori a cui vengono affidati i giocatori del futuro”. Per chiudere, da veneto d’adozione, come vedi il movimento regionale a livello senior? “Sicuramente è un’annata importante, visto che Venezia ha fatto una grande regular season, Treviso ha vinto la Silver e Verona ha giocato una strepitosa stagione. Queste tre società ha fatto un lavoro eccellente, soprattutto a livello di pubblico dove si registrano numeri da record. Il mio sogno da veneto acquisito è che in queste squadre possano giocare dei giocatori veneti, come accadeva in passato”.