Comunicati Stampa
Intervista al presidente Antonio Rescifina a cura di Roberto Quartarone e pubblicata da La Sicilia
Quali sono le basi dei risultati come l’argento al Trofeo delle Regioni femminile?
«Le persone, il lavoro e l'impegno costante di tutti coloro che sono stati coinvolti. Non sono da meno gli altri risultati di una stagione speciale: le medaglie al Trofeo delle isole, i play-off di cinque squadre in campionati nazionali, le promozioni di Patti e Cefalù, l'aumento di tesserati e società minibasket, il bellissimo scudetto della Pegaso nell'U-16».
Questo scudetto rappresenta un movimento che torna a crescere?
«Contiamo su tanti ottimi tecnici nonché formatori, prova ne sia il sempre maggior coinvolgimento di nostri allenatori nei settori nazionali. Vedo tante società ben organizzate con dirigenti competenti e atleti motivati. Quello che ci manca è il confronto in campionati di qualità che altrove viene risolto accorpando diverse regioni. Da noi l’unica possibilità è con la vicina Calabria. Possiamo investire di più sulle selezioni aumentando la partecipazione a tornei importanti come il Fabbri e il Bulgheroni».
Qual è il perché dell’exploit dei giovani in Nazionale?
«I risultati non arrivano per caso. Abbiamo sette atlete costantemente nel giro delle Nazionali: a memoria negli ultimi 20 anni non ricordo niente di simile. Conferma che allenatori e società lavorano bene, devono continuare per questa strada, e nella maschile cercare di utilizzare sempre di più gli under nei campionati senior e magari un po' meno gli stranieri».
Parlando delle polemiche, cosa è davvero mancato quest’anno da parte della FIP?
«Qualcuno, una minoranza rumorosa, a parte il terremoto del 1908 mi ha ormai attribuito di tutto, accetto le critiche propositive e il confronto costruttivo ma la parola polemica, che deriva dal greco e significa "attinente alla guerra" (verbale), non fa parte del mio vocabolario quindi sorvolo sull'eventuale lettura "politica" della questione. La FIP Sicilia continuerà a lavorare, dando il massimo quotidianamente con serietà, onestà e serenità, forte dei tanti attestati di stima ricevuti».