Comitato
Non il tipico weekend per la pallacanestro ligure...
È mancata solo la ciliegina sulla torta, sotto forma di Coppa Italia.
Per il resto, il primo weekend di marzo non sarebbe potuto andare meglio per gli appassionati liguri della palla a spicchi.
Il sogno solo accarezzato dalle ragazze di coach Corsolini, comunque prime e imbattute nel girone B del campionato di serie A2, non ha intaccato un fine settimana che verrà ricordato a lungo. Troppo forte la corazzata Broni per la Carispezia, che si è arresa, dopo quasi venti minuti alla pari, con un eloquente 48-77. Nello sport di solito vince il migliore, e obiettivamente Broni in questo momento ha qualcosa in più; inoltre, le energie spese per domare Crema (52-47 il risultato della semifinale disoutata appena 24 ore prima) si sono fatte rimpiangere nella seconda metà di gara, quando le avversarie sono scappate.
Adesso bisogna tornare con la testa al campionato, per coronare nel migliore dei modi una stagione fin qui da record, costruita con il sudore e i successi ottenuti sul campo.
Il giorno prima, sabato, tutti a Savona, all'intitolazione del palazzetto di Corso Tardy&Benech, dedicato a uno dei più grandi personaggi che la pallacanestro ligure abbia espresso nel novecento: Settimio Pagnini ha attraversato il secolo scorso non solo nello sport, abbinando alla Stella d'oro al merito sportivo la croce di guerra al valor militare. Un esempio per i giovani da non dimenticare: doveroso che la sua Savona gli abbia dedicato l'impianto casa della sua Cestistica.
Era già sabato mattina da noi, infine (o all'inizio) quando dall'altra parte dell'oceano Francesca Facchini mandava a segno la tripla che regalava alla St. Paul High School il primo successo nella California Interscholastic Federation.
Genovese classe 1998, Facchini è approdata in America dopo essere cresciuta cestisticamente all'Ardita Juventus Nervi, un breve passaggio alla Sidus Life&Basket e l'esplosione nella New Basket A-Zena, con l'esordio in A2 e l'assaggio della nazionale. Purtroppo un brutto infortunio al ginocchio ha bloccato per qualche mese la carriera di Francesca, che ha stretto i denti e colto al volo l'occasione della vita. Borsa di studio per un anno di High School e tanto lavoro.
«Qui Il mio sport viene apprezzato ed esaltato - racconta Francesca - ma allo stesso tempo non è l'unico, perché si da spazio a più realtà. Fin dal primo giorno in California mi hanno accolta tutti in modo fantastico e disponibili per qualsiasi problema. Gli studenti a scuola sono molto amichevoli, le mie compagne di squadra sono veramente forti e con loro si è creato un bellissimo rapporto sia in campo che fuori».
La giornata tipo prevede un'ora di basket durante l'orario scolastico, e poi due ore di allenamento alla sera. «I miei allenatori sono persone super, mi stanno insegnando davvero tanto. Con la squadra stiamo lavorando duramente e i risultati li stiamo avendo. Abbiamo avuto un'esperienza molto costruttiva poco prima di Natale al torneo della Nike, in cui ci siamo confrontate con squadre di alto livello e questo ci ha aiutato ad affrontare ogni partita sempre con alta intensità e al massimo durante la nostra stagione».
Nelle Final Four Francesca è stata decisiva con due triple in fotocopia, una in semifinale e l'altra per il titolo: proprio nell'ultimo atto del campionato, la numero 5 della St. Paul stava sparando a salve dal perimetro. Ma è riuscita a mantenere il sangue freddo per il tiro del 45-44 a pochi secondi dalla sirena.
«È stato un ottimo lavoro di squadra - riprende Facchini - ci ha portato a vincere il titolo CIF southern section! Siamo molto orgogliose di questo traguardo perché la nostra scuola non lo aveva mai vinto prima: in 6 anni sono arrivati per 5 volte in finale senza mai vincerle. E adesso alla sesta finale ...abbiamo fatto la storia della nostra scuola! Momenti ed emozioni difficili da spiegare ma soprattutto difficili da dimenticare».
Da questa settimana iniziano gli State (con le squadre più forti): se vinci continui e se perdi hai finito.
«Il nostro obiettivo primario è stato centrato(CIF title)...ora daremo il nostro meglio negli State consapevoli che sarà molto difficile ma allo stesso tempo sicure di dare il massimo».
Non saranno le march madness vere e proprie, ma ci assomigliano molto.