Fvg stars and stripes (corregionali negli Usa)
Il racconto di Pietro Agostini da New York

Mi chiamo Pietro Agostini, sono nato il 2 ottobre 1999 e da due anni sto vivendo la mia esperienza di studio e di basket in America.



Sono alto 2,08 e qui sono soprannominato “The Shooter” o “ Green Light”.



Ho iniziato a giocare quando avevo 6 anni nel Polet, una piccola societa' di Prosecco a Trieste per poi continuare nel San Vito e gli ultimi tre anni, prima di partire, nell'Azzurra.



Il mio amore per il basket mi ha portato lontano, sto mettendo tutto me stesso nel cercare di realizzare una vita da professionista ai massimi livelli, ma anche a trovare le massime opportunità di studio universitario.



La mia esperienza americana è iniziata a 15 anni con una importante borsa di studio per il basket in una prestigiosa scuola di Boston, la Hyde School , qui ho imparato a rendermi organizzato e indipendente, a trovare il mio spazio nella squadra, e a capire che questo è proprio quello che desidero fare.



Sebbene la scuola fosse bellissima, cercavo qualcosa di più dal punto di vista del basket e l'occasione mi si è presentata durante l'estate in quanto sono stato scelto da una Società di New York che giocava il campionato AAU in giro per l'America, i Gauchos.



E' stata un esperienza molto formativa, ho imparato a giocare “duro”, a confrontarmi con squadre molto forti (anche la nostra lo era) e in questa occasione ho conosciuto quello che è diventato il mio coach nella nuova scuola qui a New York. La Monsignor Scanlan. Stiamo giocando nel campionato più alto dello stato, e seppur sono un Junior, ho incominciato già a lasciare il mio segno, e di qui il mio soprannome.



Mi hanno già dimostrato interesse molte Università, delle quali alcune veramente top sia dal punto di vista del basket che accademico.



Il mio sogno è quello di riuscire ad arrivare in NBA, ma anche di avere una laurea che mi permetta di pensare in ogni caso al mio futuro in maniera serena.



Non nascondo che mi piacerebbe un giorno vestire comunque la divisa della Nazionale Italiana perchè sento un senso di profonda appartenenza al mio paese e anche perchè credo che potrei apportare la mia esperienza del gioco di squadra.



Qui la vita a New York è molto piena, gli allenamenti sono molto intensi, non c'è nemmeno un giorno di riposo alla settimana, e tra il gioco e lo studio, non mi resta molto tempo libero, ma quando riesco vado a vedere le partite dei College più importanti al Barkley Center o al Madison Square Garden a vedere le partite dell'NBA, dove ho già avuto la fortuna di poter assistere come ospite.



Credo di essere proprio nel posto giusto per avere il massimo delle opportunità di realizzazione, e statene certi, non me ne farò scappare neanche una!



Pietro Agostini