UNA MATTINA DI APRILE NELLA CLASSE IV^ B DELLA SCUOLA ELEMENTARE DOVE HO INSEGNATO PER TANTI ANNI.
M…Buongiorno bambini ! …
B…Buongiornooo maestrooo ! …
M…Allora vediamo … dunque che ne dite se oggi facciamo un bel tema? Siete d’accordo ? …
B…Siii…(un si prolungato ma sconsolato) mentre Lorenzo P., che di nascosto accarezza sotto il banco la carta untuosa del solito etto e mezzo di pizza al pomodoro che la nonna Adele gli compra ogni mattina, mormora qualcosa che finisce con uno strozzato … mannaggia … però proprio oggi che ce sta … e mò che faccio ?
M…Tutti d’accordo, allora ? Anche tu, Lorenzo, vero?
L…Veramente a maè oggi, più tardi, c’è la partita di minibasket !
M… e allora ?
L…allora pensavo che…magari non vorrei… stancarmi troppo co’ stò tema !
M… guarda Lorenzo, a parte il fatto che, conoscendoti, non corri il rischio di stancarti, ti prometto che il titolo del tema ti piacerà, vedrai. E poi, appena finito il tema faremo ricreazione, così potrai rifarti con la pizza di nonna Adele.
Un sorriso furbetto illumina il viso di Lorenzo P. e, certamente il suo pensiero non era al tema, ma andava lontano, al minibasket e prima ancora, all’etto e mezzo di pizza al pomodoro che sotto il ripiano del banco stava già “diffondendo unto e fragranza tra i suoi quaderni”.
M…Dunque copiate il titolo che scriverò alla lavagna…Tema………………………………………………….
Intanto trascorre poco più di un’ora e :
M…Bene bambini, visto che tutti avete finito, potete fare merenda e ricreazione…
M…Lorenzo P. il tuo quaderno ?
L…Te l’ho dato a maè, so’ stato il primo a finì !
M…Uh, scusa, ma non l’avevo visto.
Era proprio il primo, con la foderina della Roma (campionato difficile come dice Lorenzo) e copertina con ditate di unto di pizza (merenda difficile come dico io). Dunque ecco, per così dire l’elaborato di Lorenzo …
Tema
Oggi pomeriggio la nostra classe disputerà una partita di minibasket: speranze e timori.
Svolgimento
Oggi pomeriggio in palestra dopo la merenda ci sarà la partita di minibasket e io mi speranzo di fare canestro ma però mi timoro anche di non fare canestro.
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E mentre rileggo il tema di Lorenzo P. mi viene di canticchiare la canzone di Povia quando dice …………………… PERCHE’ I BAMBINI NON HANNO PELI
NE’ SULLA PANCIA NE’ SULLA LINGUA.
QUANDO I BAMBINI FANNO OH !
Che dire, parliamone un po’. E allora vi propongo…
Vi propongo una sorta di viaggio attorno al tema dei bambini, della libertà e delle regole nello sport e nel gioco. Un viaggio che comincia da lontano e più precisamente da Tacito che, nel suo “Dialogus de oratoribus”, sentite cosa dice:
“Il precettore si occupi non solo degli studi e delle arti dei giovinetti, ma anche dei loro passatempi e dei loro giochi in libertà.”
Poi mi viene in mente l’invocazione di Padre Dante (Purgatorio – Canto I°)
“Libertà vo cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.”
E subito dopo, quel poeta un po’ “sfigato” che fu Leopardi, quando dice nello “Zibaldone”…
“Da ciò si deve trarre quanto sieno importanti le benché minime impressioni della fanciullezza e quanto gran parte della vita futura dipenda da quell’età di giochi e d’invenzioni”.
Niente paura, mi fermo qui, anche perché potrebbe sembrare una sorta di ricerca bibliografica sul tema della libertà, chè ce ne sarebbero di dotte citazioni da fare.
Ma vi prometto che ci tornerò sul tema delle citazioni, dei giochi di parole, degli slogan, magari in seguito, o magari nel corso delle cose che avrò da dire.
Dunque, molto più recentemente, Roger Callois, nel suo saggio “I giochi e gli uomini” distingue quattro categorie di giochi che denomina “Agon, Alea, Mimicry, Ilinx”.
Ad “Agon” (luogo e azione di sfida) si riferiscono i giochi che presentano le caratteristiche della competizione e del confronto, non solo tra contendenti ma anche con se stesso.
Ad “Alea” (il gioco dei dadi in latino) fanno riferimento i giochi che si basano sull’incertezza delle situazioni e del risultato rispetto alle aspettative o all’impegno dei contendenti; sulla sorte e sulla fortuna insomma.
Alla “Mimicry” (finzione e travestimento) appartengono i giochi nei quali i contendenti alternano simulazione e dissimulazione della realtà, dove spesso si mescolano imitazione e interpretazione di ruoli e comportamenti.
Alla “Ilinx” (che significa vertigine) si riconducono tutti quei giochi che implicano forti stimoli senso-percettivi provenienti dall’alternarsi del perdere e del ritrovare, stabilità, equilibrio, direzione.
Callois inoltre ordina i giochi attorno a due poli antagonisti. Ad un’estremità regnano principi quali il divertimento, la turbolenza, la pienezza vitale, la libertà, l’improvvisazione: è la “paidìa”.
All’altra estremità regnano i principi delle regole, delle convenzioni, dell’abilità, degli schemi: è il “ludus”.
Allora lo sport giovanile è “ludus” o “paidìa” ? E’ in buona sostanza “regole” o “libertà” ?
E sentite ancora cosa dice Vittorio Alfieri ne “La vita” a proposito della libertà…
“Vedo continuamente la sacra e sublime causa della libertà in tal modo tradita, scambiata, e posta in discredito da questi semifilosofi e sono stomacato del vedere ogni giorno tanti mezzi lumi, tante mezze ragioni, e nulla in somma d’intero, se non l’imperizia d’ogni parte.”
Forse pessimistico, ma a me sembra molto moderno come pensiero “…vedo se non l’imperizia da ogni parte…”
Ma torniamo a noi e allora credo si tratti di un’occasione da non perdere, quella di provare a reinterpretare in chiave postmoderna quanto sostenuto da Roger Callois, magari scegliendo i due punti di osservazione fondamentali che costituiscono i sistemi di riferimento nel nostro sport giovanile: l’allievo e l’insegnante o istruttore.
In buona sostanza i nostri bambini del minibasket sono di fatto la più evidente espressione della “paidìa”, vale a dire della turbolenza, della pienezza vitale, dell’improvvisazione, del divertimento, della libertà.
Cioè per dirla ancora con Povia… I BAMBINI SONO MOLTO INDISCRETI
MA HANNO TANTI SEGRETI, COME I POETI
VOLANO LA FANTASIA, ANCHE QUALCHE BUGIA
BADA, MA OGNI COSA E’ CHIARA E TRASPARENTE
QUANDO I BAMBINI FANNO OH !
Allo stesso tempo l’istruttore-educatore è il portatore del “ludus”, interprete, garante e depositario delle convenzioni, degli schemi, delle abilità, delle regole del gioco.
In un processo d’identificazione sin troppo evidente l’educatore del “ludus”, ha di fronte i bambini della “paidìa”; ed il primo è lì per insegnare minibasket mentre i bambini sono lì per apprendere a giocare a minibasket.
Insomma i bambini della libertà di fronte all’educatore delle regole.
continua...
Fabrizio M. Pellegrini
Vicepresidente Settore Scuola
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